CARISBO E CARIPARMA COLPITE DA DOWNGRADE S&P


BOLOGNA PARMA22 SETTEMBRE Standard & Poor’s ha imbracciato nuovamente la scure. Questa volta ad essere colpite sono stati i più importanti istituti di credito italiani. L’agenzia di rating statunitense ha tagliato il rating di sette banche del Bel Paese da A+ ad A: si tratta di Bnl, Mediobanca, Findomestic, Intesa SanPaolo e delle controllate Banca Imi, Biis e Carisbo. Per altre otto c’è stata solamente l a revisione dell’outlook da stabile a negativo: Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, l’Istituto per il credito sportivo, Banca Fideuram, Agos-Dugato, Unicredit e le controllate Unicredit Bank, Unicredit Bank Austria e Unicredit Leasing. Gli analisti di S&P hanno fornito una spiegazione “tecnica”: il merito di credito di istituzioni finanziarie prevalentemente focalizzate sul mercato domestico, senza possedere un sostegno esterno di gruppo, non può essere superiore al rating sovrano. Motivazione che però è strettamente connessa al problema crescita italiano. Il prodotto interno lordo, stimato fino adesso in crescita dell’1,1%, è previsto attestarsi a +0,7 per cento. Non solo. Ancora più allarmante è il dato del Fondo Monetario Internazionale: nel 2012 il Pil dovrebbe crescere dello 0,3 per cento. Neanche la manovra finanziaria da 60 miliardi recentemente approvata è servita ha salvare l’Italia dall’azione di S&P, visto che è la stessa agenzia di rating a non credere al raggiungimento del pareggio di bilancio per il 2013. Da Oltreoceano si è messa in moto Moody’s che ha tagliato tre dei più importanti istituti di credito statunitensi. Sotto la traiettoria della scure sono finite Citigroup, Bofa Merrill Lynch e Well Fargo.

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