BO 21/2010 Export E/R : i nuovi dati SACE


BOLOGNA 21 DICEMBRE In Emilia Romagna, la meccanica strumentale (meccatronica per il packaging ed il food, macchine utensili per la lavorazione di legno e vetro, impianti per l’industria ceramica) è il comparto che ha maggiormente beneficiato degli strumenti di SACE nel 2010. In questi settori, la Russia si è confermata come il principale mercato di sbocco, in forte crescita anche il Brasile ed alcuni paesi africani.Nella meccanica strumentale l’Italia è il quarto player mondiale nel settore della meccanica strumentale, con una quota di mercato del 9%. Con il completo recupero del ciclo degli investimenti nei mercati avanzati, nel biennio 2012-2013 la domanda globale di beni di investimento raggiungerà il suo massimo e l’export italiano di meccanica strumentale crescerà del 6% a livello globale. Particolarmente rilevanti le opportunità in America Latina: in Brasile e Cile la produzione industriale e la ripresa degli investimenti delle imprese alimentano la domanda di macchinari, e porteranno il nostro export nel settore a crescere rispettivamente del +11,5% e del 7,4% nel 2011-2012. In Cile vi sono interessanti opportunità anche per un comparto di nicchia come quello dei macchinari per l’agricoltura, in particolare le attrezzature legate al settore enologico. Per quanto riguarda il comparto delle macchine per l’industria alimentare sono molto buone le prospettive in alcuni grandi mercati come Cina, Brasile, Stati Uniti, Francia e Canada, dove è in crescita l’attività nel settore food. Per quanto riguarda i beni di consumo del Made in Italy più tradizionale (come alimentari, moda e arredamento) la crescita sarà complessivamente più moderata (+4,9%), ma con risultati al di sopra della media nei mercati emergenti “avanzati”: qui l’export di alimentari e bevande segneranno un +6,4% nel 2010-2014, i mobili un +7,3% e tessile ed abbigliamento un +6,7%. Nel settore moda si segnalano buone opportunità per i beni di fascia medio-alta, dove l’Italia risente meno della concorrenza internazionale, specialmente asiatica. La ripresa premierà le imprese che avevano avviato, prima della crisi, processi di ristrutturazione e quelle del “lusso accessibile”.

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