UNIONCAMERE E/R- IL RAPPORTO DI FINE ANNO Nel 2011 in Emilia-Romagna crescerà il Pil ma ci saranno anche più disoccupati


BOLOGNA 21 DICEMBRE«Il 2011 sarà un anno difficilissimo, un altro anno di sofferenze con la disoccupazione, oggi al 5,5%, che rischierà di arrivare oltre il 7%». Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività Produttive Gian Carlo Muzzarelli, che ha presentato insieme al presidente di Unioncamere Andrea Zanlari, il Rapporto 2010 sull’economia regionale. Rapporto che prevede una crescita del Pil dell’1,5% nel 2010 (dopo il – 5,9% del 2009) e dell’1% nel 2011, dati migliori di quelli nazionali (+1,1% nel 2010 e +0,8% nel 2011). Cresce anche la disoccupazione, legata ai processi di riorganizzazione delle imprese: al 5,5 nel 2010, si prevede al 6,3 nel 2011 e al 7,1 nel 2012. Intanto però, Il “patto per attraversare la crisi” messo in piedi dalla Regione ha salvato oltre 60mila posti di lavoro e, in base al recente accordo nazionale con le Regioni sul federalismo, gli ammortizzatori sociali in deroga per le situazioni di crisi saranno garantiti per altri sei mesi (‘un provvedimento introdotto per iniziativa del presidente Erranì, ha sottolineato Muzzarelli). Nel 2010 gli occupati sono calati del 2,2% rispetto al 2009, ma l’Emilia-Romagna – rileva il rapporto – presenta dati occupazionali superiori sia alla media nazionale sia a quella del Nord-Est.Per superare l’emergenza economica, la Regione – ha spiegato Muzzarelli – punta a «superare il 2011, stringendo tutti i bulloni del nostro sistema» e a un rilancio per il 2012, anno in cui è attesa la ripresa vera, per stimolare «nuova occupazione e nuovo sviluppo». Intanto però dal bilancio regionale 2011 «mancheranno oltre 50 milioni di euro rispetto allo scorso anno solo nei sistemi dell’economia. Ma cercheremo di fare i salti mortali insieme al sistema imprenditoriale – ha spiegato l’assessore – cercheremo di lavorare con le risorse dell’Ue, con le quote che abbiamo garantito nel nostro bilancio e fare gli sforzi per favorire nuova occupazione e nuova crescita». L’Emilia-Romagna punta sempre sull’export (nei primi nove mesi del 2010 è cresciuto del 14,7% rispetto allo stesso periodo 2009) non solo di prodotti ma anche di modelli come l’organizzazione di welfare e sanità, che possono diventare volano per l’economia. Rinnovato anche il sostegno alla internazionalizzazione delle imprese e a ricerca e innovazione, con lo sviluppo di tecnopoli e “economia verde”.Zanlari ha parlato di uno «sviluppo lento» dell’ Emilia-Romagna e di una «buona tenuta» dell’economia regionale. Ma «non siamo un’isola», ha osservato: «Scontiamo un decennio di non crescita del Paese». Secondo il presidente di Unioncamere, bisogna anche «fare quadrato attorno alle risorse che ancora abbiamo e cercare di sbloccare i crediti delle piccole imprese fornitrici di Comuni e Province». Zanlari ha dato un giudizio molto positivo sul patto per attraversare la crisi.

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