A BOLOGNA FIERE TORNA IL COSMOPROF


BOLOGNA 21 GENNAIO ». Il presidente di BolognaFiere Duccio Campagnoli si prepara al Cosmoprof Worlwide Bologna, la 46esima edizione del salone dedicato all’industria cosmetica sarà dall’8 all’11 marzo . «Siamo l’unica fiera italiana globale con due appuntamenti consolidati uno in Asia, ad Hong Kong, ed uno a Las Vegas. Non voglio sembri una spacconata, ma nel nostro settore siamo i numero uno al mondo, i tedeschi di Frankfurt Messe, che sono dietro di noi, fanno la metà dell’attività». Anche quest’anno, contrariamente ai problemi di vendita degli spazi che sta conoscendo il sistema fieristico italiano, Cosmoprof Worldwide Bologna non avrà problemi a colmare i 90mila metri quadrati di superficie espositiva. Finora la crescita tendenziale è stata del 3% rispetto all’anno scorso. Anche le altre manifestazioni a marchio Cosmoprof hanno mostrato dinamiche positive anche più consistenti della manifestazione italiana, il salone asiatico (a novembre 2012) ha messo a segno un +8%, quello statunitense (a luglio) un +5%. Nel 2012 gli espositori al salone della bellezza, provenienti da oltre 70 paesi, hanno superato la soglia dei 2.300 e i cinquenuovi Country Pavillion (Messico, California, Brasile, Paesi Bassi e Romania) hanno portato a 20 il numero delle collettive di paesi produttori presenti in Fiera. «Riempiamo largamente i padiglioni cinese, coreano e taiwanese – preannuncia Campagnoli – le imprese asiatiche vengono qui per imparare, qualificarsi e per apparire nel primo palcoscenico di questo settore». Cosmoprof, organizzata da SoGeCos, società del Gruppo Bologna Fiere, è la manifestazione che pesa di più in termini di ricavi sul gruppo emiliano di eventi: «Circa 35 milioni – conteggia Campagnoli più o meno il 25% del fatturato totale della fiera». E va bene nonostante il comparto italiano della cosmetica abbia frenato nell’ultimo anno. La contrazione dell’industria cosmetica dovrebbe essere dell’1,4%, circa 9,7 miliardi di fatturato aggregato, valuta Unipro (raggruppamento di Confindustria che rappresenta circa 500 imprese cosmetiche italiane, rappresentative del 95% del fatturato del settore). Le proiezioni 2013 non sono ottimistiche, per quest’anno si prevede un’ulteriore discesa, “anche se marginale” precisano. L’anno scorso ha tenuto il canale dell’erboristeria che ha messo a segno un +2,5% a 400 milioni di euro. Anche se il vero paracadute del settore sono state le vendite internazionali. L’export ha segnato un aumento del 5% e 2,8 miliardi di euro di fatturato. Nonostante i dati non entusiasmanti, l’Italia resta la capitale del beauty, basti dire che secondo le proiezioni di Unipro il 65% del make up distribuito nel mondo è made in Italy. «Ma le leadership italiane vanno difese – conclude Campagnoli – le fiere principali, Verona, Milano e Bologna devono salvaguardare la leadership in dieci settori, ma su questi dobbiamo essere globali altrimenti il nostro ruolo ci viene sfilato dalle fiere tedesche o dai grandi organizzatori di eventi inglesi».

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet