BO 21 /1/2011 Confartigianato E/R su etichettatura alimentari


BOLOGNA 21 GENNAIO «La legge approvata dalla Commissione Agricoltura della Camera è una garanzia per i consumatori ed uno strumento fondamentale per difendere le buone pratiche delle aziende artigiane che fanno vero made in Italy, con ingredienti genuini e sistemi di lavorazione che vengono dalla tradizione». Così il presidente di Confartigianato Emilia Romagna Marco Granelli accoglie l’approvazione della legge che detta le “Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari”. «Conoscere l’origine dei prodotti – prosegue Granelli – è fondamentale per i consumatori italiani ed europei. Da una ricerca del nostro Ufficio studi risulta che 1 cittadino europeo su 3, vale a dire 129 milioni di persone, sceglie cosa acquistare sulla base dell’origine dei prodotti riportati in etichetta». Una propensione che cresce per i prodotti alimentari: il 43% dei cittadini dell’Ue, 175 milioni di persone, acquistano gli alimenti influenzati dalla provenienza dei prodotti. In Italia questa attenzione riguarda 25 milioni di persone.«Aspettative che però rischiano di essere disattese – sottolinea Granelli – C’è infatti il rischio, che l’Europa bocci l’iniziativa italiana, in contrasto con la “direttiva etichettatura 2000/13/CE che prevede l’indicazione dell’origine solo a titolo volontario per la generalità dei prodotti, mentre per altri – tra cui ortofrutta, carni bovine e di pollo, uova, miele, prodotti ittici freschi tale indicazione è già obbligatoria.». Il presidente Granelli ricorda che quello dell’artigianato alimentare è un settore che al 30 settembre 2010 era composto da 87.189 imprese; 246.490 gli addetti, con una dimensione media di 2,8 addetti per impresa. In Emilia Romagna le aziende dell’alimentazione artigiana sono 7.836, +1% sul 2009, gli addetti sono 26.198. L’Emilia Romagna fa la parte del leone per quanto riguarda le imprese trasformatrici di prodotti agroalimentari di qualità DOP, IGP e STG. In Italia vengono prodotti e trasformati 194 prodotti DOP, IGP e STG4 che rappresentano le migliori specialità agroalimentari italiane riconosciute e tutelate dall’Unione Europea. La regione con il maggiore numero di trasformatori di prodotti agroalimentari di qualità è proprio l’Emilia-Romagna con 1295 imprese, pari al 21,4%, seguita dalla Toscana con 941 imprese pari al 15,5%, dalla Lombardia con 535 imprese pari al 8,8%. In Emilia-Romagna prevalgono i trasformatori di formaggi, aceti e insaccati. In Toscana quelli di olii extravergini di oliva e di carni, in Lombardia i trasformatori di formaggi e insaccati, in Veneto i confezionatori ortofrutticoli e i trasformatori di formaggi, in Sicilia i confezionatori ortofrutticoli e i trasformatori degli olii extravergini di oliva. La provincia italiana con il maggiore numero di trasformatori di prodotti di qualità è Parma con 447 imprese, pari al 7,4% del totale nazionale, seguita da Modena con 403 imprese pari al 6,6% e da Reggio Emilia con 256 imprese pari al 4,2%. Nel triangolo emiliano della ‘food valley’ è concentrato un sesto (18,2%) dei trasformatori di prodotti agroalimentari di qualità. Segue Siena con 227 imprese, 3,7%, Firenze con 202 imprese, 3,3%, Aosta con 178 imprese, 2,9%.

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