bo 209/7/2011 VINO, FEDAGRI: PREVISIONI VENDEMMIA 2011 DI BUONA QUALITÀ, OTTIMISMO DELLE CANTINE.


bologna 29 luglio “La vendemmia 2011 si presenta di buona qualità e in linea con i volumi del 2010, un po’ in tutte le regioni italiane”. È quanto sostiene Adriano Orsi, Presidente del settore vitivinicolo di Fedagri-Confcooperative, a margine del Comitato Nazionale riunitosi oggi a Roma. “Quello che emerge – ha continuato Orsi – è un certo ottimismo da parte delle nostre cooperative, dettato non solo dalla buona qualità delle uve nel vigneto ma anche da una vendemmia che verrà affrontata dalle cantine senza giacenze di prodotto invenduto, grazie all’ulteriore incremento della domanda internazionale (+16%) registrata nel primo quadrimestre dell’anno”.Nell’ambito del Comitato Nazionale Vini si è discusso anche di altri temi molto cari alla cooperazione vitivinicola di Fedagri. Primo tra tutti, il riconoscimento delle Cantine cooperative in Organizzazioni dei Produttori (OP) quale strumento a disposizione dei produttori per aggregare l’offerta e gestire il mercato. “In questa fase – ha sottolineato Orsi – non ci interessa discutere tanto sui parametri dimensionali, quanto piuttosto trovare la più ampia condivisione con la filiera italiana e con gli altri rappresentanti della cooperazione vitivinicola europea in merito ai criteri oggettivi di efficienza che garantiscano uno sviluppo sostenibile del settore. Non possiamo, ad esempio, immaginare una OP senza prevedere che ci sia un obbligo di conferimento totale del prodotto da parte dei propri soci. Se una OP non può contare sul conferimento totale, non può infatti pianificare alcun tipo di strategia commerciale né tanto meno avere alcun tipo di potere contrattuale sul mercato. Lo stesso vale per la dimensione media: quanto più una OP ha una rappresentatività di mercato, tanto più sarà in grado di gestire piani operativi che abbiano un impatto reale su quel mercato”.Il presidente Orsi, infine, ha fatto cenno alla prossima riunione del Gruppo Vino del Copa Cogeca, ormai alle porte, dicendosi pronto a discutere con le altre organizzazioni cooperative europee per trovare le più ampie condivisioni in merito alla salvaguardia di alcune misure ritenute fondamentali per la sostenibilità del settore, quali il mantenimento del blocco dei nuovi impianti, gli aiuti al rimpianto del vigneto, il ritiro dal mercato dei sottoprodotti della vinificazione, gli aiuti all’esportazione e, infine, il ritiro di prodotti in periodi di crisi, purché a prezzi di mercato. Una misura, quest’ultima, che potrebbe essere finanziata da un fondo alimentato da tutti i produttori europei e dalla stessa Comunità, con modalità sicuramente più efficaci e meno onerose, anche dal punto di vista del controllo, rispetto alla vendemmia verde”.

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