CERAMICA E ARREDOBAGNO, INAUGURATO A BOLOGNA IL 29ˆ CERSAIE


bologna 20 settembre Alla presenza tra gli altri del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e dell’economista Jacques Attali, e’ stato inaugurato questa mattina alla Fiera di Bologna il 29ˆ Cersaie, il Salone internazionale per l’architettura e l’arredobagno. Su uno spazio espositivo di 176mila metri quadrati, 965 imprese provenienti da Paesi di tutto il mondo (264 gli espositori stranieri) mettono in mostra fino a sabato 24 settembre tutto cio’ che c’e’ di nuovo in materia di piastrelle di ceramica – dai prodotti ecosostenibili all’hi-tech, dai mosaici elle piastrelle formato maxi – di apparecchiature sanitarie, arredoceramica, attrezzature e materiali per la posa in opera di ceramiche. Tra gli appuntamenti in programma, oltre agli aspetti espositivi veri e propri, il convegno d’apertura sull’evoluzione del mercato; poi nel pomeriggio di oggi il quadro sulle nuove architetture e sugli architetti dei paesi emergenti; quindi nei prossimi giorni un quadro piu’ ampio dell’architettura internazionale. Il Salone della ceramica precede di pochi giorni un altro grande appuntamento internazionale delle costruzioni, il SAIE 2011, in programma sempre alle fiere di Bologna dal 5 all’8 ottobre.LA POLITICA. Nell’incontro inaugurale del Cersaie, a Bologna, il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia non ha risparmiato parole di fuoco nei confronti della maggioranza: «O il governo vara riforme serie e impopolari nell’immediato oppure questo governo deve andare a casa: non ho paura di dirlo, è evidente che è così», ha detto la Marcegaglia replicando le dure parole di ieri a Modena. L’analisi pessimista si inserisce nel contesto di reazioni di tutto il panorama politico italiano, dopo la decisione di Standard&Poor’s di declassare il rating dell’Italia.«SITUAZIONE INACCETTABILE». La leader degli industriali italiani ha poi precisato che «sono settimane e giorni che diciamo che non c’è più tempo» e che, pertanto, bisogna agire. Anche perché, ha puntualizzato ancora la Marcegaglia, l’attuale situazione è «inaccettabile» a maggior ragione perché «l’Italia è un Paese serio, in cui ci sono molti imprenditori seri» e che ha forti potenzialità e questo «è quello che rende la situazione ancor più inaccettabile».«S&P LEGGE GIORNALI MA VALUTA L’INSIEME». La Marcegaglia ha parlato anche della presunta colpa dei giornali in tema di declassamento: «Standard&Poor’s valuta l’insieme delle cose, legge i giornali ma poi credo che valuti anche il debito pubblico, il deficit: credo che faccia una valutazione complessiva».La numero uno degli industriali italiani ha poi aggiunto che «Standard&Poor’s ci declassa perché c’è una fragilità nell’implementare le decisioni prese e perché non si cresce. Questo è il tema che ritorna, quindi noi ribadiamo che è questione veramente di ore e di giorni. Pare che il nostro governo abbia convocato il consiglio dei Ministri giovedì: è essenziale che in quella riunione si decidano delle cose che diano assolutamente un segno di discontinuità».Come si trova una soluzione? Il presidente di Confindustria ha sottolineato che serve «la riforma delle pensioni. Se questo scontenta sindacati e Lega, chi se ne frega, dobbiamo salvare il Paese. Occorre poi una riforma fiscale che abbassi le tasse su imprese e lavoratori ed eventualmente è necessario alzare le tasse sulle cose, sui patrimoni, una grande vendità di patrimonio immobiliare, un investimento sulle infrastrutture e sulla ricerca». Secondo la Marcegaglia, infine, «se non succedono queste cose, se non facciamo questo piano organico, ma ancora iniziative spot, il rischio per l’Italia è molto forte e anche per l’Europa».CREDIBILITÀ COMPROMESSA. Poi l’affondo finale: «Siamo stufi di essere lo zimbello internazionale».Parlando ad una platea di imprenditore della ceramica italiana, la Marcegaglia poi ha sottolineato il malessere dell’imprenditori italiani quando vanno all’estero con i loro prodotti. «Vengono accolti con il sorrisino, ma noi siamo gente seria che vuole essere giudicata su quello che fa e sui prodotti che presenta. Non vogliamo essere derisi per colpe che non abbiamo», si è sfogata Emma. Di chi sono queste colpe?

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