FEDERUNACOMA COMAMOTER Macchine movimento terra: semestre nero per il mercato italiano


BOLOGNA 2 AGOSTO Il mercato delle macchine per il movimento terra e la cantieristica registra una netta flessione nei primi sei mesi dell’anno, con un calo delle vendite complessivo pari al 24,4% per le macchine movimento terra e al 42,5% per le macchine per i lavori stradali. Il risultato conferma il cattivo andamento del settore, che aveva chiuso il 2012 con un calo complessivo delle vendite pari al 31,1% per le macchine movimento terra e del 34,3% per le macchine stradali. Un mercato che risulta in caduta costante dal 2008, da quando cioè la crisi economica ha drasticamente ridotto le attività nei settori dell’edilizia e delle grandi opere e quindi gli investimenti per l’acquisto di mezzi meccanici specifici. Esaminando le varie tipologie di macchine, nel I semestre 2013 si registra una flessione del 21,4% per le “tradizionali” (apripista, escavatori cingolati e gommati, pale gommate) in ragione di 654 mezzi complessivamente venduti; una flessione del 46,7% per le terne (48 mezzi complessivamente venduti) e un passivo del 27,1% per le macchine compatte (miniescavatori, minipale compatte semplici e cingolate), che in termini di unità si fermano a quota 1.715. Dumper e sollevatori telescopici registrano una flessione del 24,4% in ragione di 243 mezzi venduti. Per quanto riguarda le macchine stradali, i dati indicano un calo del 46,6% per i rulli (31 unità complessive) e del 26,7% per le vibrofinitrici (appena 11 unità vendute nel semestre). Il negativo andamento del mercato nazionale produce una riduzione anche delle importazioni di macchine per il movimento terra che, nei dati Istat relativi al periodo gennaio-aprile, risultano in calo in termini di valore del 32,5%. In flessione, purtroppo, anche le esportazioni di macchine italiane verso i mercati esteri: pur avendo registrato incrementi consistenti nel 2012, nel periodo gennaio-aprile di quest’anno l’export mostra una flessione pari al 14%, in buona parte legata alla contrazione delle attività in Europa e Stati Uniti, che sono tradizionali mercati di sbocco per le macchine prodotte in Italia. L’associazione Comamoter, che fa parte di FederUnacoma e che nell’ambito confindustriale rappresenta i costruttori di macchine per il movimento terra, ribadisce la necessità di interventi urgenti per il sostegno al settore, e conferma l’agenda delle iniziative specifiche già individuate e ora all’attenzione del Ministero dello Sviluppo Economico nell’ambito del tavolo di lavoro al quale partecipano tutti i soggetti rappresentativi della filiera della cantieristica. La stretta creditizia che impedisce la ripresa dell’industria delle costruzioni è – anche a giudizio di Comamoter – uno degli elementi più critici, e deve essere affrontata con particolare urgenza.

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