CARISBO (INTESA SAN APOLO) L’AD PASSERA A BOLOGNA


BOLOGNA 2 MARZO. Sviluppo e innovazione: sono questi i temi conduttori che animano gli incontri che il vertice di Intesa Sanpaolo, guidato dal consigliere delegato Corrado Passera, sta tenendo a Bologna nelle giornate del 2 e 3 marzo. Nel corso delle due giornate, il vertice di Intesa Sanpaolo incontra imprenditori, associazioni di categoria, istituzioni locali, i responsabili delle filiali che compongono l’articolata rete territoriale del gruppo (571 filiali nella Direzione Regionale Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise). Insieme a Corrado Passera sono presenti il direttore generale vicario Marco Morelli, il direttore generale Gaetano Miccichè, oltre al direttore regionale Giuseppe Feliziani.Obiettivo principale di “Insieme per la crescita”, questo il titolo del viaggio in 10 importanti città italiane, è prestare ascolto e dare risposte concrete alle esigenze delle diverse realtà che costituiscono l’articolato insieme economico e civile del nostro Paese, nel quale Intesa Sanpaolo conta complessivamente 5.900 filiali, riaffermando la vicinanza ai territori in cui il Gruppo opera.A conferma dell’impegno e dei progetti di crescita di Intesa Sanpaolo nella regione Emilia Romagna vanno ricordati l’acquisizione della Banca del Monte di Parma, per rafforzare il presidio del Gruppo nel territorio emiliano, e la recente assunzione del controllo del Banco Emiliano Romagnolo, al fine di risolvere la situazione di crisi di questo istituto e garantirne sviluppo e futuro.Le due giornate bolognesi prevedono appuntamenti istituzionali con il presidente della Regione Vasco Errani, il commissario straordinario del Comune di Bologna Annamaria Cancellieri, il presidente della Provincia Beatrice Draghetti e il prefetto Angelo Tranfaglia, incontri con esponenti delle categorie economiche e con gli imprenditori locali, oltre che un momento di incontro con il management di Intesa Sanpaolo e i responsabili delle oltre 550 filiali che fanno capo alla Direzione Regionale, che include l’Emilia Romagna, le Marche, l’Abruzzo e il Molise.Il sistema produttivo dell’Emilia Romagna evidenzia una buona reazione alla recessione economica. Dopo una flessione del fatturato pari ad oltre il 20% nel 2009, l’analisi del Servizio Studi e Ricerche – basata su un campione di oltre 7.300 imprese manifatturiere della regione – stima una ripresa del fatturato pari al 7,8% nel 2010. Nel triennio 2010-12 verrà recuperato il 70% circa della contrazione registrata nel 2009. La gradualità della ripresa consentirà soltanto nel 2014 di ritornare sui livelli pre-crisi. La ripresa è guidata da un gruppo di imprese eccellenti che ha mostrato capacità innovativa, intensificato i processi di internazionalizzazione e puntato sulla elevata qualità dei propri prodotti, sino ad ottenere una quota rilevante del proprio fatturato venduta sui mercati esteri. L’Emilia Romagna si colloca oggi, insieme a Baviera, Catalogna, Paesi baschi, Rhône-Alpes e Lombardia, tra le regioni più industrializzate e con il più elevato livello di reddito pro-capite in Europa. La Regione condivide con questi territori una elevata proiezione internazionale, in particolare verso i nuovi mercati emergenti. Il contesto esterno è invece penalizzante: costo dell’energia più elevato che in altri paesi europei, alti costi della logistica, infrastrutture viarie e ferroviarie meno estese rispetto alle altre regioni leader europee.L’Emilia Romagna, invece, eccelle nel confronto con le altre regioni italiane per quanto riguarda la dotazione di infrastrutture sociali e per l’infanzia. Ne deriva che il tasso di attività femminile della Regione è il più alto di Italia ed allineato con il dato medio europeo. “Lo sviluppo è alla base del nostro impegno di grande gruppo bancario al servizio del Paese – spiega il consigliere delegato Corrado Passera – perché riteniamo la crescita il fattore da cui l’Italia non può prescindere, anche in considerazione del ritardo accumulato in passato. Riteniamo altresì che la strada dello sviluppo passi necessariamente dall’innovazione, non solo riferita a tecnologie e processi industriali, ma più in generale al sistema paese. Al tempo stesso non c’è crescita se non attraverso il coinvolgimento di tutte le forze. L’Emilia Romagna sta mostrando una reattività maggiore di altre aree del Paese rispetto alla crisi e ai primi segnali di ripresa ed è in questa direzione che il nostro Gruppo vuole essere un partner di primo piano per rendere la ripresa economica emiliana solida e duratura.”

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