Immobiliare: la ripresa e’ rinviata al 2014


BOLOGNA 2 GENNAIO -Ancora un rinvio per la ripresa del mattone, residenziale e non. Un recupero che non si e’ visto nel corso del 2011, e che al momento non lascia sperare che si palesera’ in tempi molto brevi.In realta’, si legge su Milano Finanza, le attese non parlavano del 2011 come dell’anno della svolta, dunque non di errore di previsione si e’ trattato, ma una fase di stabilizzazione, tradizionale anticamera a una ripresa successiva, era comunque nelle aspettative di molti. Il mattone, specie quello residenziale, ha mostrato una tenuta superiore a quella di molte altre asset class, limitata comunque all’1,5-2%. Certo, peggio e’ andata alle transazioni, vera spia dell’impatto della crisi sul settore immobiliare, che hanno segnato un nuovo minimo: quest’anno nel comparto residenziale dovrebbero essere molte meno di 600 mila (le stime di Nomisma oscillano non vanno oltre le 575 mila compravendite) contro il massimo di 845 mila toccato nel 2008. Se cosi’ fosse il risultato del 2011 si configurerebbe come il livello piu’ esiguo dal 1997, quando tra l’altro il livello di finanziarizzazione del mercato, misurato dalla diffusione dei mutui in rapporto al pil era decisamente piu’ contenuto rispetto all’attuale (si e’ passati dal 3% al 19,7%).Non solo. Sul comparto residenziale rischia seriamente di incidere negativamente l’Imu, ossia la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, per di piu’ partendo da una rendite catastali rivalutate del 60%, e di un inasprimento di quella gia’ esistente sulle seconde case. Quest’ultima partira’ dal 7,6 per mille ma, a discrezione die comuni, potra’ arrivare fino all’1%, anche in questo caso partendo da una rendita catastale rivalutata del 60%.In questo quadro, e’ difficile ipotizzare quanto tempo occorrera’ per l’approdo a valori sostenibili da cui il mercato possa finalmente ripartire, ma proprio la crisi ha rinverdito il ruolo di bene rifugio rivestito dagli immobili. Deluso dalle borse, preoccupato dal futuro dei titoli governativi, ancorche’ ormai molto generosi, timoroso magari per l’avvenire dei figli nel mondo del lavoro o per il proprio futuro post pensionistico, chi puo’ preferisce riversare i risparmi sugli immobili, abitazioni in primis.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet