Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna: caldo e siccità condizionano la vendemmia


bologna 19 settembre Dovrebbe far segnare una diminuzione del 10% circa la produzione 2012 dei 19.000 soci del comparto vitivinicolo di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna (oltre 1.200 addetti per un volume d’affari vicino ai 600 milioni di euro), raggruppati in 31 cantine sociali che rappresentano più del 55% dell’intero raccolto regionale. Sono queste le prime indicazioni che arrivano dalla vendemmia, che sta entrando nella fase centrale anche tra i vigneti di Confcooperative. Le cause di questa contrazione, che segue la diminuzione (-9%) registrata l’anno scorso, sono da ricercare nel particolare andamento climatico dell’estate 2012, decisamente più calda e siccitosa rispetto alla media. Dopo la prolungata assenza di precipitazioni, negli ultimi giorni sono finalmente tornate le piogge che dovrebbero incidere sulle rese produttive per le varietà tardive modificando al rialzo le pessimistiche previsioni formulate alla fine di agosto. La produzione di uva si manterrà comunque inferiore rispetto a quella del 2011. “La diminuzione generale registrata quest’anno dai nostri soci – sottolinea Ivo Guerra, responsabile del Settore Vitivinicolo di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna – mostra alcune differenze nelle varie province della regione e tra i diversi vitigni. Se la produzione di uva Ancellotta dovrebbero segnare una leggera riduzione (-2-3%) in provincia di Modena e di Reggio Emilia, i Lambruschi potrebbero registrare un calo del 5-10%, particolarmente consistente nelle zone collinari dove non è stato possibile garantire un’adeguata irrigazione. Nel Piacentino, invece, anche a causa della violenta grandinata verificatasi in luglio, si prevede un calo del 10-20% per Pinot nero, Ortugo e Malvasia. Nell’area romagnola, infine, i vitigni più diffusi, quali Sangiovese, Trebbiano, Albana, Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay, dovrebbero far segnare una produzione leggermente inferiore (-10%) rispetto al 2011”. “A fronte del generale calo produttivo – prosegue Guerra – l’uva presenta un ottimo livello qualitativo con un buon equilibrio delle componenti organolettiche. Oltre a diminuire la quantità, infatti, le alte temperature e l’assenza di precipitazioni piovose hanno aumentato la qualità degli acini, preservandoli dalla presenza di muffe e parassiti”. “L’elevata qualità della produzione viticola e le ridottissime giacenze di vino presenti nei magazzini italiani (addirittura inferiori del 20% rispetto all’anno scorso) – ricorda il responsabile del Settore Vitivinicolo di Fedagri Emilia Romagna – sono elementi che inducono ad un cauto ottimismo per la prossima campagna di commercializzazione nonostante i problemi legati alla crisi economica globale, che incide pesantemente sugli acquisti”. “L’annata 2012 – conclude Giovanni Bettini, presidente di Fedagri/Confcooperative Emilia Romagna – si apre quindi con buone prospettive per questo settore, ma ciò nonostante l’utile delle aziende agricole difficilmente potrà aumentare a causa del costante incremento dei costi, da un lato, e della contrazione produttiva dall’altro. Complessivamente la produzione vinicola italiana dovrebbe attestarsi quest’anno sui 40 milioni di ettolitri, con una diminuzione di circa l’8% rispetto al 2011”.

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