NUOVI DATI TREND ER DA BCC E CNA EMILIA ROMAGNA


BOILOGNA 19 APRILE . Qualcosa si è mosso, ma sono ancora timidi e disomogenei i segnali finora pervenuti dall’andamento della congiuntura. Se infatti recuperano il fatturato totale e quello interno, continua a perdere terreno l’export. Ancora in situazione di stallo gli investimenti. Tra i settori, in leggera ripresa meccanica e legno, mentre perdura l’andamento negativo delle costruzioni. E’ questo il quadro del secondo semestre 2010 rilevato da TrendER, l’Osservatorio congiunturale della micro e piccola impresa (da 1 a 19 addetti) realizzato da CNA Emilia Romagna e Banche di Credito Cooperativo con la collaborazione scientifica di ISTAT sui bilanci di 5.040 imprese associate in regione.Sul piano della domanda, il 2010 si chiude con una ripresa di tono del fatturato totale che segna un progresso del 4,5% rispetto al fatturato registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. Non si tratta tuttavia di una ripresa tale da riportare il livello del fatturato totale ai livelli pre-crisi, né il profilo del fatturato complessivo mostra di migliorare in modo tale da consentire previsioni di un rapido recupero. Il fatturato estero continua a presentare una dinamica decisamente negativa. La quota di fatturato risulta ancora una volta in diminuzione (-18,7%) e tale processo, avviatosi già dal 2007, si conferma ininterrotto da 5 semestri. Il deterioramento delle vendite dirette all’estero è dunque sistematico e costituisce ormai, un segnale preciso di calo di competitività. Il fatturato realizzato per conto terzi registra una ripresa di tono più decisa rispetto al dato totale. La quota di fatturato conto terzi si accresce ulteriormente e la timida inversione di tendenza del fatturato totale risulta, quindi, espressione soprattutto di questa rivitalizzata componente.La dinamica degli investimenti, non segue quella del fatturato ed il loro livello ristagna rispetto a quello della prima metà dell’anno, ridimensionandosi decisamente (-18,2%) rispetto a quello registrato nello stesso periodo del 2009. Sul piano dei costi, riparte la spesa per retribuzioni (+2,9) e continua a crescere decisamente quella per consumi (+7,0); la dinamica di crescita delle principali voci di costo, conferma i segnali di ripresa, ma indica che l’occupazione non sale al ritmo dell’attività produttiva, anche perché non si era ridimensionata pesantemente nelle fasi più acute della recessione. Calano ulteriormente in termini tendenziali, le spese per formazione (-9,2).Dinamiche settoriali: recupera il manifatturiero, ancora male le costruzioniRelativamente ai macrosettori, gli indicatori mostrano come il manifatturiero abbia accelerato nel secondo semestre dell’anno, il processo di ripresa del fatturato avviato ad inizio anno; l’incremento tendenziale del secondo semestre 2010 è rilevante (+13,6%) ma al ritmo di crescita che si registra, occorreranno anni per riportarlo ai livelli pre-crisi. Tra i settori della produzione, è la meccanica a segnare un ulteriore incremento (il fatturato totale cresce rispetto allo stesso periodo del 2009 di quasi il 20%). Migliorano lievemente gli investimenti rispetto alla prima parte dell’anno, ma restano inferiori nettamente (-38,6%) al picco registrato a fine 2009. Nel legno-mobile riprende a crescere il fatturato complessivo (+2,4%) e, il fatturato interno mostra segnali di miglioramento leggermente più decisi (+4,6%) mentre la componente estera perde terreno. Il fatturato conto terzi cresce meno (1,8%), a dimostrazione che in questa fase è la componente del conto proprio che svolge un ruolo trainante. Dopo la notevole ripresa registrata nel primo semestre, l’ammontare degli investimenti si assesta su livelli relativamente elevati e comunque assai superiori a quelli registrati nel corso della crisi, lasciando ben sperare circa le prospettive di ripresa (74,9%). La ripresa del fatturato si affaccia finalmente anche nel sistema moda con una crescita (+5,5%) che risulta trainata dal conto terzi (+8,2%) ma sostenuta anche dalla domanda estera; a crescere meno della componente complessiva è il fatturato interno (+4,1%). In ripresa gli investimenti (55,9) soprattutto in impianti e macchinari (55,0). Ristagna ancora il fatturato negli alimentari, dove non decolla il fatturato totale (-1,2) e quello conto terzi si stabilizza (-1,4%) sulla quota già raggiunta. Continuano a calare in linea tendenziale gli investimenti complessivi (-27%). Nei servizi alle famiglie e alle persone si registra una debole ripresa del fatturato sia in termini congiunturali che tendenziali (0,7%) , mentre continuano a crescere gli investimenti (+19,1%), anche se l’ammontare delle risorse investite resta al di sotto del 40% di quelli di inizio 2005. L’andamento del fatturato migliora più decisamente nei trasporti (+4%) e raggiunge il valore più elevato del dopo crisi. La dinamica degli investimenti risulta in deciso calo (-20,2%), ma si tratta di un ridimensionamento che fa seguito ad una crescita che ha caratterizzato due semestri consecutivi. Nel settore riparazioni veicoli, l’anno si chiude con una ripresa del fatturato complessivo (+4,8) che si può configurare come la fine degli effetti della crisi per il settore: la crescita è infatti sia tendenziale che congiunturale e pone fine ad una lunga sequenza di diminuzioni tendenziali consecutive negli ultimi 6 semestri. Gli investimenti, pur ridimensionati nel secondo semestre si mantengono ben al di sopra del livello registrato nel 2009. Nessuna tendenza alla ripresa invece per le costruzioni che continuano ad attraversare una fase di stagnazione. Prosegue il ridimensionamento tendenziale del fatturato (-2,7%) mentre riprende a crescere il fatturato conto terzi (+2,4%) la cui performance non risulta tuttavia tale da compensare il forte calo del conto proprio. Ristagnano gli investimenti (1,1%) proseguendo in un processo di sistematico ridimensionamento che ha interessato le imprese del settore sin dal 2005 e che si è interrotto solo nel 2008.Dinamiche territoriali: bene Rimini, Forlì-Cesena e Bologna. Male Modena e Piacenza Sul piano territoriale l’andamento del 2010 evidenzia un recupero di tono della ripresa, pur con alcune diversità. A Bologna, la seconda metà del 2010 coincide con il rafforzarsi della ripresa avviata nella prima parte dell’anno: il fatturato totale registra una crescita tendenziale quasi doppia (+9,6%) di quella precedente (era il 5%) e la componente realizzata per conto terzi cresce ancor più velocemente (+13,6%) confermando il proprio ruolo trainante. Il livello degli investimenti resta pressoché costante su valori che, seppur relativamente bassi, sono superiori al dato registrato nel 2009. La ripresa trova conferma nelle dinamiche delle voci di spesa per retribuzioni e per consumi, entrambe in deciso aumento tendenziale (rispettivamente +8,4% e +5,4%). Continua invece a calare decisamente il livello delle spese per formazione (-24,2%). A Ferrara, si interrompe la serie di quattro semestri consecutivi di fatturato in calo tendenziale e arriva una fase di ripresa del giro d’affari (+3,6%) trainato dalla crescita del conto terzi (+4,8%). Crescono anche le spese per consumi del 7,1% in termini tendenziali. La ripresa non trova espressione, tuttavia, sotto il profilo dell’occupazione e degli investimenti che diminuiscono ancora (-23,8%). A Forlì-Cesena, si rafforza la ripresa del fatturato (+11,3%) in linea tendenziale, con una crescita del fatturato interno ancor più decisa (+12,4%), mentre il fatturato estero non ha registrato una performance altrettanto brillante. Si rafforza decisamente il livello degli investimenti (+60,7% rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente), il cui ammontare resta però ancora largamente al di sotto di quello degli anni precedenti. La dinamica di rafforzamento della ripresa trova conferma nell’evoluzione delle spese per retribuzioni (+11%) e delle spese per consumi (+8,6%). A Parma la ripresa tendenziale del fatturato avviata nel primo semestre 2010 (+14,1%) prosegue anche nel secondo (+5,6%) benché a ritmi meno serrati. Il conto terzi cresce meno decisamente
(+2,6%) e si conferma il ruolo trainante del conto proprio. Gli investimenti registrano una decisa diminuzione tendenziale (-20,8%), ma si tratta di una dinamica scontata alla luce dei forti recuperi registrati nei due semestri precedenti. La crescita delle spese per retribuzioni (+4,1%) e per consumi (+7,8%) conferma la consistenza della ripresa. Andamento non positivo a Modena, provincia nella quale l’anno si chiude con una nuova caduta tendenziale del fatturato complessivo (-3,4%) nonostante l’aumento tendenziale della componente per conto terzi (+4,1%). Tornano a calare gli investimenti (-9,3%), le spese per retribuzioni (-4,5%) e quelle per formazione (-45%), mentre le spese per consumi registrano un ulteriore e più deciso incremento tendenziale (+8%) che suggerisce una ripresa dei livelli di attività che non si esprime ancora in termini di fatturato e di occupazione. Anche per il secondo semestre, il peggioramento della situazione congiunturale è dovuto alla caduta del fatturato nelle costruzioni (-15,5%), calo che annulla la ripresa del fatturato nei servizi e nel manifatturiero e soprattutto nel settore moda (+17,9%). Anche a Piacenza il fatturato complessivo registra un calo tendenziale (-3%) nonostante la crescita realizzata dal conto terzi (+4,4%). Una caduta tendenziale registrano anche le spese per retribuzioni (-2,8%) e riprendono a diminuire le spese per consumi (-5,4%). La crisi permane nonostante segnali di alleggerimento, ma il suo persistere, così come a Modena, risulta tutto imputabile al settore delle costruzioni che nel secondo semestre 2010 registra un nuovo deciso ridimensionamento del fatturato (-24,5%). A Ravenna, la crisi si alleggerisce ma persiste registrando un’ ulteriore diminuzione in linea tendenziale del fatturato (-1,8%) e delle spese per retribuzioni (-9,6%). Tornano a calare in linea tendenziale anche le spese per consumi (-0,5%). In questo quadro negativo si affacciano tuttavia, alcune speranze in relazione alla ripresa degli investimenti (+19,5% in linea tendenziale) e delle spese per formazione (+9,4%). Anche a Reggio Emilia il 2010 si chiude con un’ulteriore diminuzione tendenziale del fatturato totale (-1,1%) ma la componente realizzata dal conto terzi cresce (+3%) e crescono ulteriormente le spese per retribuzioni (+9,5%) e quelle per consumi (+13,8%). Decisa la diminuzione degli investimenti (-22.1%) se pur dovuta all’elevato livello registrato alla fine del 2009. In sintesi, i segnali di risveglio non mancano – tanto che per le attività manifatturiere e del terziario (rispettivamente +5,3% e +3,2%) la ripresa è già realtà – anche se configurano una ripresa che non riesce a manifestarsi ancora nel dato delle vendite. Infine Rimini, dove si registrano una decisa crescita del fatturato (+21,4%) e un ulteriore aumento delle spese per consumi (+13%). Calano però gli investimenti (-11,1%) e ristagnano le spese per retribuzioni (-1,2%). Il quadro che si delinea è quello di una ripresa della domanda alla quale l’offerta reagisce con cautela, specie dal lato dell’occupazione e degli investimenti. La crisi sembra superata (il livello del fatturato è il più alto registrato negli ultimi quattro anni), ma la perdurante incertezza induce alla prudenza. A quando la ripresa? Si attenua il pessimismo ma ci vorranno ancora 12-18 mesiMigliora il sentiment degli imprenditori rispetto ai semestri precedenti circa i tempi di un ritorno alla crescita. Lo rivela l’indagine qualitativa effettuata dall’Istituto di ricerche sociali e marketing Freni di Firenze su di un panel di piccole e medie aziende associate della regione (da 5 a oltre 100 addetti). L’indagine rileva l’andamento della seconda parte dell’anno e raccoglie gli umori e le aspettative per il futuro espresse dai piccoli e medi imprenditori. Anche per le PMI, nella seconda parte del 2010 si è registrato un risultato complessivo di crescita, pur se modesta. A differenza di quanto accaduto per le micro e piccolissime imprese, però, tra le imprese di maggiori dimensioni è la ripresa in atto sui mercati internazionali a fare da traino. Il diverso andamento dell’export evidenzia come vi sia un problema di organizzazione correlato alla dimensione e ai settori: sotto i 19 addetti diventa più difficile (se non per produzioni di nicchia) accedere ai mercati esteri. Problema che può essere affrontato con reti e forme di aggregazione. “Il quadro che emerge – spiega Gabriele Morelli, segretario CNA Emilia Romagna – evidenzia come non vi siano ancora le condizioni per dire che siamo fuori dalla crisi. A preoccupare è soprattutto l’andamento piatto degli investimenti, in declino sia per la formazione che per i macchinari. Competitività ed efficienza sono a rischio se le imprese non si attrezzano in tecnologie e competenze per competere. Le prospettive di ripresa dell’economia appaiono dunque ancora fragili, e pur tuttavia, qualcosa in positivo si sta muovendo. Il recupero registrato nell’ultimo semestre fa sì che si attenui leggermente il pessimismo sui tempi di uscita dalla crisi. Come rileva il Forum sul sentiment degli imprenditori, si riduce un po’, il numero di coloro che non intravedono tempi certi per la ripresa (35% degli intervistati) e cresce la percezione di un’uscita dal tunnel nei prossimi 12-18 mesi (40%)”.

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