SIGLATO IN REGIONE EMILIA ROMAGNA IL NUOVO ACCORDO QUADRO “GRANO DURO ALTA QUALITÀ” CON BARILLA. L’OP CEREALI EMILIA ROMAGNA È IL MAGGIOR FORNITORE PER L’ANNATA 2011/2012.


BOLOGNA 19 DICEMBRE A Bologna alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Tiberio Rabboni è stato siglato l’accordo quadro 2011/2012 per al fornitura a Barilla di un quantitativo di 90.000 tonnellate di “grano duro alta qualità”, proveniente esclusivamente dall’Emilia Romagna.Il quantitativo oggetto dell’accordo rappresenta un quarto del grano duro prodotto in Emilia-Romagna ed interessa circa 15.000 ettari.I firmatari dell’accordo sono Barilla, OP Cereali Emilia Romagna, OP Grandi Colture Italiane, Consorzio agrario di Parma e Società Cooperativa Capa Ferrara, e la Società Produttori Sementi di Bologna, selezionatrice e costitutrice delle varietà identificate dal disciplinareL’Organizzazione di Produttori (OP) Cereali Emilia Romagna di San Giorgio di Piano (Bo) fa la parte del leone nella fornitura alla Barilla.L’OP bolognese, la più grande espressione organizzata d’Italia che vede tra i suoi soci le Cooperative Padenna di Ravenna, Terremerse di Bagnacavallo (RA), Progeo di Masoneed i Consorzi Agrari di Forli-Cesena/Rimini, Bologna-Modena, Reggio Emilia e Piacenza, infatti, consegnerà circa 66.000 tonnellate di grano duro sul totale di 90.000 oggetto dell’accordo.“Grande soddisfazione per i produttori – afferma Raimondo Ricci Bitti, Presidente dell’OP – ed un sincero ringraziamento per l’opera svolta dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura affinché si addivenisse anche quest’anno alla sottoscrizione dell’accordo, importante momento per la cerealicoltura emiliano -romagnola”.“L’Emilia-Romagna è la prima regione italiana per la produzione di cereali autunno – vernini anche grazie a questo accordo – dice l’assessore Rabboni -, che può costituire un modello per altre realtà dell’agricoltura. Questo il suo valore aggiunto, oltre a contribuire a ridurre l’importazione di grano duro dall’estero, – concluede Rabboni – vuole garantire forniture di alta qualità ad un’azienda leader, a consentire la programmazione delle produzioni prevedendo meccanismi di stabilizzazione dei prezzi, cercando di renderli remunerativi per gli agricoltori”.Nell’accordo si prevede il rispetto di uno specifico disciplinare di coltivazione e conservazione basato sui principi della produzione integrata promossa dalla Regione, la garanzia della programmazione della produzione e delle consegne. Inoltre sono previsti tre meccanismi di fissazione del prezzo di vendita: Il primo definisce il prezzo sulla base della quotazione della borsa merci di Bologna con l’aggiunta di premi specifici per la qualità del prodotto e per gli impegni previsti dal disciplinare di produzione e conservazione (fino a 35 euro/tonnellata); il secondo, basato sui costi di produzione, consente ai produttori di scegliere di vendere una quota della propria produzione (fino a un massimo del 40% del totale) ad un prezzo fisso precedentemente concordato (tale da garantire un profitto adeguato sui costi di coltivazione) oppure di limitare la volatilità facendo riferimento ad un intervallo di oscillazione (Cap&Floor); il terzo basa sul prezzo dei futures del grano tenero alla borsa merci di Parigi, a cui si aggiunge un premio legato al differenziale dei prezzi tra il grano duro e quello tenero sulla borsa merci di Bologna.

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