OSSERVATORIO CRIF: LE IMPRESE CHIEDONO MENO CREDITO


BOLOGNA 18 GENNAIO È diminuita nel 2010 la domanda di credito delle imprese italiane. A conferma del clima di sfiducia causato dalla crisi economica – spiegano dall’osservatorio della società bolognese Crif (informazioni economico- finanziarie per la valutazione del rischio di credito), che ha pubblicato il suo Barometro sulla base del patrimonio informativo di Eurisc -, si registra dunque un -5 per cento su base annua che anzi, grazie alla performance di fine 2010, attenua il più pesante -9 per cento di fine I semestre rispetto al corrispondente periodo 2009. “Questo segno negativo probabilmente è imputabile in parte anche ai significativi aumenti che la domanda aveva fatto registrare nel precedente biennio, quando le richieste di credito erano cresciute rispettivamente di un +12 per cento nel 2009 e di un +8 per cento a fine 2008 – commenta Enrico Lodi, direttore generale Credit Bureau Services di Crif -. Facendo un confronto rispetto al 2008 e al 2007 la domanda di credito da parte delle imprese nel 2010 è infatti aumentata di 7 e di 15 punti percentuali”. Se si disaggrega la domanda di credito tra imprese individuali e società di capitali si nota come l’andamento risulta pressoché identico, con un’inversione di tendenza a partire dal secondo trimestre del 2010, quando il segmento delle società ha cominciato a far registrare valori più positivi rispetto a quello delle imprese individuali. “Questo trend potrebbe confermare l’ipotesi che siano state proprio le imprese più piccole, come appunto le ditte individuali, a risentire maggiormente della congiuntura economica negativa – aggiunge Lodi -. Ma è anche vero che sono proprio queste ad aver garantito la complessiva tenuta del sistema, adottando un atteggiamento consapevole e razionale, stringendo la cinghia e posticipando gli investimenti a momenti più favorevoli”.Analizzando la domanda delle società anche in questo caso si evince come gli andamenti risultino quasi equivalenti. Si può infatti notare che le società di capitali, che fino al primo trimestre 2010 avevano tassi di crescita uguali o inferiori a quelli delle società di persone, a partire dal secondo trimestre 2010 si distanzino nettamente in positivo rispetto a quest’ultime. Infine, analizzando la distribuzione complessiva delle richieste effettuate dalle imprese italiane, dal Barometro Crif si evince come nel 2010 ci sia stato un graduale spostamento verso le fasce di importi più bassi rispetto al 2009, dinamica che potrebbe essere interpretata come un ulteriore segnale di prudenza. Nel complesso, la metà delle richieste di prestiti aveva un importo inferiore ai diecimila euro. “Dal momento che la domanda di credito da parte delle imprese è fortemente influenzata dalle aspettative – conclude Lodi – quando la ripresa degli ordinativi si consoliderà e la crisi economica potrà considerarsi definitivamente superata si assisterà ad una progressiva ripresa delle richiesta di finanziamenti. Del resto, anche da una indagine condotta nell’ambito dell’Osservatorio Crif Decision Solutions-Nomisma sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici, che in Italia rappresentano una quota maggioritaria delle imprese, emergeva che solo una impresa su quattro prevedeva di investire nel 2010, penalizzando prevalentemente gli impieghi per il rinnovo dei locali, per macchinari e attrezzature, per l’informatizzazione e la sicurezza. L’aumento degli investimenti produttivi dovrebbe pertanto essere strettamente collegato proprio alla ripresa dell’economia e alla conseguente crescente richiesta di merci e materiali”.

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