NOMISMA- FOCUS SU BOLOGNA – LA CONGIUNTURA IMMOBILIARE PRIMO SEMESTRE 2012


BOLOGNA 17 LUGLIO Dopo un 2011 che a Bologna aveva fatto registrare un aumento delle compravendite di abitazioni, anche se lieve (poco meno di 90 scambi in più rispetto al 2010), il primo trimestre del 2012 ha visto un forte ridimensionamento del mercato, con un 18,4% di scambi in meno rispetto al primo trimestre dello scorso anno. Lo dice l’aggiornamento dell’Osservatorio Immobiliare NOMISMA.Lo stesso trend ha connotato le compravendite degli altri Comuni della provincia di Bologna (-15,8%), dopo un anno, il 2011, nel segno della stabilità.Dal 2008, anno che ha segnato l’inizio del ciclo riflessivo del mercato, le compravendite sono progressivamente calate nei Comuni esterni al capoluogo mentre, in quest’ultimo, il ciclo è stato meno definito, con l’alternarsi di cali e di piccoli aumenti, non ultimo quello a consuntivo dello scorso anno.Le 200 compravendite in meno registrate nel primo trimestre dell’anno in corso rispetto allo stesso periodo del 2011, sono il segnale di un mercato in “sofferenza” il cui ruolo, nel contesto metropolitano, è andato via via crescendo passando, in quattro anni, dal 34% al 41% dell’intero mercato provinciale. Il settore non residenziale (inteso come terziario più commerciale), nel 2011 ha subito un calo di attività del 15,6% a livello annuale, al quale ha fatto seguito un’ulteriore flessione, di maggiore entità, nel primo trimestre dell’anno in corso, pari al 21,7% rispetto allo stesso periodo del 2011.La congiuntura immobiliare, nel primo semestre dell’anno in corso, si conferma negativa. Gli indicatori che danno il segno del mercato, rispetto allo scorso semestre sono o peggiorativi o stabili, su livelli che hanno già assorbito il calo dell’attività.I prezzi confermano la loro rigidità e continuano a subire lievi flessioni, nonostante la contrazione degli scambi e la rarefazione della domanda sul mercato. Un fatto nuovo è rappresentato da un’offerta che, da stabile che era fino allo scorso anno, è ritornata a crescere.A questo proposito, la crescita dello sconto medio praticato sul prezzo richiesto, comune a tutte le tipologie immobiliari, racconta del timore di un nuovo crollo dei valori a fronte del quale l’offerta è disposta a rivedere al ribasso le proprie aspettative di realizzo, pur di non incorrere in una nuova e più aggravante svalutazione del bene.Negli ultimi quattro anni le abitazioni hanno perso il 17% del loro valore, gli uffici il 12%, i negozi il 10% e i box auto e garage appena il 5,6%.Anche il segmento locativo risente dell’attuale congiuntura con flessioni nei canoni, nei livelli di attività ed un indebolimento generalizzato della domanda.Negli ultimi quattro anni i rendimenti da locazione si sono mantenuti stabili, con l’unica eccezione per quelli degli uffici, poiché i relativi canoni di locazione hanno subito una flessione più sostenuta rispetto ai prezzi: 4,1-4,2% lordo annuo per le abitazioni e gli uffici, 6,6% per i negozi e 4,7% per i box auto e garage.Per l’anno in corso gli operatori prevedono un inasprimento della congiuntura negativa con un calo delle quantità scambiate e dei valori di mercato, in tutti i segmenti.A Bologna, rispetto alle altre città monitorate, le abitazioni offerte in vendita presentano una migliore performance energetica, in particolare nelle classi B e C.Infine, in un anno, cala di 10 punti percentuali la quota di abitazioni acquistate con un mutuo, dal 59% al 49% delle compravendite.

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