UNIONCAMERE E-R OSSERVATORIO REGIONALE SUL CREDITO IN EMILIA-ROMAGNA


BOLOGNA 16 MARZO La maggioranza delle imprese dell’Emilia-Romagna registra aumenti del tasso di interesse (55,9%) e delle commissioni (54,0%) applicati dal sistema bancario. Stabile invece il livello di garanzie necessarie all’ottenimento di finanziamenti (per l’84,9% delle imprese). È quanto emerge dall’indagine condotta da Unioncamere Emilia-Romagna su un campione di 1.500 imprese rappresentativo della realtà imprenditoriale regionale a fine 2011 nell’ambito dell’Osservatorio regionale sul credito in Emilia-Romagna. “Il rapporto tra imprese e credito è, allo stesso tempo, estremamente delicato e fondamentale per lo sviluppo di un territorio” dice Carlo Alberto Roncarati, Presidente di Unioncamere Emilia-Romagna; “se questo è vero in ogni momento della storia di un’economia, lo è ancor di più in una fase nevralgica come quella che stiamo vivendo”. Si spiega così la decisione del Sistema camerale dell’Emilia-Romagna di estendere al 2012 l’Osservatorio regionale sul credito e di intensificarne le attività prevedendo due rilevazioni campionarie, con cadenza semestrale. Dal punto di vista settoriale, l’industria alimentare e la metalmeccanica hanno sofferto particolarmente l’aumento del tasso di interesse, mentre l’incremento delle commissioni applicate è stato avvertito soprattutto dalle imprese commerciali, edili e appartenenti alle “altre industrie”. Le imprese della regione non hanno invece riscontrato particolari difficoltà connesse alla quantità di credito erogato, problematica sollevata dal 7,3% degli intervistati. Per il 43,5% delle imprese, poi, nel corso del 2011 non è emersa nessuna criticità nel rapporto banca-impresa. Alcuni istituti di credito sono intervenuti con richieste di rientro sui fidi accordati, tuttavia la tendenza non è stata particolarmente pronunciata in Emilia-Romagna rispetto alla media nazionale: poco più di un decimo delle imprese dichiara di aver ricevuto richieste di rientro. Si discostano dalla media le costruzioni (17,3%) e alle “altre industrie” (19,0%). Il credito ottenuto dal sistema bancario è destinato principalmente alla gestione corrente, mentre il 14,3% delle imprese dichiara di dedicarlo ad attività di investimento. L’industria alimentare risulta il comparto che dedica con maggiore frequenza risorse a progetti di investimento (19,9% delle imprese).Le imprese, il credito e i consorzi fidiIl Sistema camerale si è dimostrato, da sempre, particolarmente sensibile verso le esigenze di credito delle imprese tramite il supporto (finanziario e operativo) all’attività dei consorzi fidi (Confidi).Per quanto riguarda i rapporti delle imprese emiliano-romagnole con i Confidi, circa un quarto delle imprese ha dichiarato di avvalersi della loro intermediazione per richiedere un fido. Tale strumento è particolarmente diffuso nel settore metalmeccanico (30,8%) e tra le società di capitali (30,2%).I Confidi sono stati particolarmente utili per affrontare i risvolti negativi della crisi internazionale nell’ultimo triennio. In effetti, sebbene consolidato già prima del 2009, il ricorso ai Confidi è aumentato sensibilmente negli ultimi anni: oltre un terzo delle imprese che si sono avvalse di queste strutture vi ha fatto ricorso per la prima volta tra il 2009 e il 2011.

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