UNINDUSTRIA BOLOGNA E FIDINDSUTRIA Pronta Liquidità con un plafond di 10 milioni


BOLOGNA 16 MARZO Dotata di un plafond di 10 milioni di euro, prenderà il via il prossimo 24 Marzo una nuova iniziativa di Pronta Liquidità a favore delle aziende bolognesi, promossa da Unindustria Bologna attraverso la collaborazione con Fidindustria Emilia-Romagna, il consorzio di garanzia fidi per le piccole e medie industrie della regione.L’iniziativa è rivolta a tutte le Pmi associate ad Unindustria Bologna, a sostegno di esigenze di liquidità finalizzate alla ripresa dei business aziendali ed alla loro consapevole gestione finanziaria.I finanziamenti avranno importi da 25.000 fino a 200.000 euro, con durata di 6, 12 od anche 18 mesi, per favorire maggiormente le esigenze delle imprese.Come sempre, sarà il rating attribuito dalla banca e da Fidindustria a determinare la fascia di rischio della singola azienda richiedente.Dieci sono le banche convenzionate che hanno aderito all’iniziativa: CariParma; Cassa di risparmio di Cento; Cassa di risparmio di Ferrara; Banca di Bologna; Banca Popolare dell’Emilia-Romagna; Banca nazionale del Lavoro; Federazione delle banche di Credito cooperativo; UGF; Unicredit Banca; Banco San Geminiano e San Prospero.L’iniziativa fa seguito a quelle già attivate da Unindustria Bologna e da Fidindustria Emilia-Romagna negli ultimi anni. Anche per l’esercizio in corso, peraltro, Unindustria Bologna ha mantenuto in essere il proprio contributo di 100 mila euro per il rinnovo del Fondo Rischi Rotativo, finalizzato alla copertura di finanziamenti dedicati alle imprese associate.“Attraverso questa iniziativa di Pronta Liquidità, proseguiamo con grande convinzione nell’impegno per facilitare l’accesso al credito delle nostre aziende associate.” afferma Maurizio Marchesini, Presidente di Unindustria Bologna “La leva finanziaria è uno degli strumenti essenziali per la continuità dell’attività delle imprese, per le loro strategie di sviluppo, per cogliere ogni segnale di ripresa. Dando forza alle imprese si dà forza a tutta l’economia; e non vogliamo che, a causa della crisi, l’accesso al credito penalizzi proprio le imprese piccole e medie, potenzialmente più vulnerabili”.

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