LEGACOOP BOLOGNA Unità cooperativa, controllo, ricambio generazionale per la cooperazione di domani


BOLOGNA 16 FEBBRAIO Quattro anni contraddistinti da importanti e radicali cambiamenti dello scenario economico e sociale, non solo locale, che hanno reso necessaria una nuova rilettura dei propri strumenti e delle proprie azioni per superare le criticità del presente. Questa la cornice di riflessione alla base della prossima Assemblea congressuale Legacoop Bologna che si terrà venerdì 18 febbraio alle ore 9 a Bologna presso l’Auditorium UGF Banca in Piazza Costituzione 2. Un resoconto delle attività svolte durante l’ultimo mandato (2007-2010), ma soprattutto un’attenta analisi dello stato attuale della cooperazione bolognese e delle prospettive future di rilancio e crescita saranno al centro della giornata che vedrà il rinnovo degli organi statutari e la presenza di diversi interventi da parte di esponenti di spicco della politica e dell’economia locale e nazionale (programma in allegato). «Quattro anni fa – sottolinea Gianpiero Calzolari, Presidente Legacoop Bologna – avevamo individuato alcuni temi su cui impegnare la nostra organizzazione: rappresentanza e rapporto con la politica, governance e ricambio generazionale, responsabilità sociale di impresa e promozione cooperativa. Su questi e altri filoni oggi possiamo affermare di aver lavorato bene, intervenendo anche sulla nostra struttura e tenendo fede alla sfera valoriale che contraddistingue la nostra realtà associativa». Uno scenario economico sfavorevole – quello degli ultimi anni – che ha messo a dura prova anche la tenuta delle realtà imprenditoriali più salde e ha fatto emergere con forza la necessità di una politica – sia a livello nazionale che locale – che sia davvero soggetto attivo e presente e che intervenga tenendo fede al proprio ruolo abbandonato da ormai troppo tempo. «Noi pensiamo di avere molto bisogno di politica – continua Calzolari – di una politica che non sta alla televisione a strillare, ma che sta a fianco delle persone, delle famiglie e delle imprese». Dall’analisi di questo difficile contesto è partito il lavoro ‘interno’ di Legacoop Bologna, un percorso di confronto che negli ultimi mesi ha visto l’organizzazione di oltre 50 incontri con Consigli di amministrazione, consulte, gruppi di lavoro e Assemblee delle cooperative aderenti, gli interventi di oltre 200 cooperatori e cooperatrici che hanno restituito il vissuto di un movimento di uomini e donne accomunati da un sentire comune e mai rinchiusi nel proprio particolare. «E’ stato un tour impegnativo ma assolutamente coinvolgente – commenta Ethel Frasinetti, Direttore generale Legacoop Bologna -, abbiamo ritrovato la cultura solidale cooperativa che proprio la crisi ha fatto riemergere, semmai più determinata di un tempo. Ci siamo confrontati con tantissimi cooperatori che – giorno dopo giorno – attraverso gli strumenti dell’economia cooperativa alimentano i valori solidali della nostra identità e si sentono protagonisti della nostra comunità».Unità cooperativa, controllo, ricambio generazionale sono stati i temi portanti di questi momenti di riflessione condivisa, aree di intervento sulle quali calibrare e impostare le future politiche dell’Associazione. «Il controllo in capo a Legacoop – sottolinea Calzolari – presuppone un patto associativo nuovo che metta a fuoco la reciproca legittimazione fra l’impresa e l’Associazione territoriale, a tutela del patrimonio collettivo rappresentato in primo luogo dalla reputazione cooperativa. Il controllo comporta dei vincoli, servono dispositivi di sicurezza che circoscrivano spazi di sovranità, non tanto nella gestione del business che rimane nella piena responsabilità dei gruppi dirigenti, quanto nella corretta gestione di procedure di governance democratica». «In questi anni – prosegue Frasinetti – il tema del ricambio generazionale è stato un tratto qualificante del dibattito interno all’organizzazione. E’ cresciuta la consapevolezza che il ricambio non si riduce ad un pur meritorio gesto di generosità verso i più giovani, ma rappresenta il più efficiente investimento per quella innovazione imprenditoriale che sta, prima ancora che negli asset materiali, nelle teste delle persone che li utilizzano. Il ricambio generazionale è funzionale allo sviluppo e all’innovazione delle nostre cooperative: l’ingresso di nuove generazioni di cooperatori e cooperatrici, la formazione di una nuova leva di dirigenti sono necessari per una rinnovata circolazione di capacità e competenze all’interno della rete cooperativa. Parliamo di percorsi di ingresso, affiancamento, carriera, di primato del merito, ma soprattutto di ripristino del naturale flusso di ricambio a conclusione della carriera lavorativa, nel riconoscimento del merito e dell’esperienza di chi ha dato tanto allo sviluppo del nostro movimento». Tema nell’agenda dei lavori, anche per la recente costituzione dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, coordinamento unitario fra Legacoop, Confcooperative e AGCI, è il tema dell’unità cooperativa. «Una svolta generosa impressa al tema dell’unità cooperativa – afferma Calzolari – che richiederà sicuramente tempi giusti di realizzazione, ma che è avvertita principalmente dai cooperatori come una necessità, per rafforzare la cooperazione come modello autonomo di sviluppo imprenditoriale per Bologna e per tutto il Paese.” «Legacoop Bologna – conclude Calzolari – non è solamente un moderno sindacato di imprese a cui le imprese affidano la tutela dei loro interessi. Siamo il luogo dove sviluppare il presidio e l’iniziativa cooperativa, siamo anche, però, il luogo dove ci piace organizzare una quota della responsabilità sociale e della mutualità che si rivolge all’esterno dell’impresa. Abbiamo una grande risorsa, una fonte inesauribile, le persone al centro. E abbiamo un pensiero lungo. Lavoriamo ad un’impresa che c’era prima di noi e che ci sarà dopo di noi. Questo ancor di più per una città come Bologna, che ha nelle proprie radici i valori della cooperazione».

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