Unipol: fusione con Fonsai in 3 mesi e un aumento da 750-1 mld


BOLOGNA 16 GENNAIO – Tabella di marcia accelerata per l’integrazione tra Unipol e la galassia Ligresti. E’ prevista entro l’inizio di maggio la nascita della nuova entita’ creata dalla fusione tra la compagnia bolognese, Premafin, Fondiaria Sai e Milano Assicurazioni, secondo quanto riferiscono a Radiocor fonti finanziarie. Il complesso iter previsto dalla lettera di intenti siglata la notte scorsa dovrebbe quindi avvenire nello spazio di tre mesi a partire dai cda di fine gennaio.Tra i nodi da sciogliere la governance e piu’ avanti anche il destino delle partecipazioni detenute da Fonsai-Premafin, su cui decidera’ la nuova entita’ targata Unipol. Dopo le verifiche di due diligence da parte di Unipol dalla prossima settimana, si dovrebbe arrivare il 27 gennaio alla sigla del contratto per la cessione da parte dei Ligresti del 51% di Premafin, di qui al varo dell’Opa di Unipol sulla finanziaria, all’aumento di capitale di Fondiaria (gia’ previsto fino a un massimo di 750 milioni di euro, che sara’ all’odg del board del 27 gennaio) e al rafforzamento patrimoniale della stessa Unipol, stimato dalle fonti tra 750 milioni e un miliardo di euro. Il tutto previo l’ottenimento delle necessarie autorizzazioni, prima fra tutte l’esenzione per Unipol dall’obbligo di promuovere un’Opa a cascata su FonSai e sulla Milano. La nuova entita’ sara’ il numero due italiano dell’assicurazione (21 miliardi di premi nel 2010), con un focus sui danni dove avra’ una quota di mercato del 32%, arrivando al 37% nell’Rc auto.Alle sovrapposizioni in materia si ovviera’ con vendite e dismissioni, rilevano le fonti. Le sinergie industriali tra i due gruppi sono d’altro canto forti e l’operazione proprio per il suo carattere industriale e di sistema e’ stata voluta fortemente oltre che dalle banche anche dagli ambiti istituzionali e alla fine ha convinto i Ligresti. La famiglia, peraltro, ricevera’ da Unipol quasi 77 milioni per la cessione delle azioni Premafin (che potrebbero servire anche a fronte dei debiti delle holding a monte) e altri 700mila euro a testa l’anno per 5 anni, per un totale di altri 14 milioni, a titolo di patto di non concorrenza.L’intesa e il coordinamento tra le banche che hanno gestito il dossier, Mediobanca, Unicredit e Banca Leonardo, che ieri si sono ritrovate ai massimi livelli in Piazza Cordusio per la trattativa finale con i Ligresti, e’ stata molto buona, ma e’ Piazzetta Cuccia, nei cui confronti FonSai ha un debito subordinato di 1,05 miliardi di euro, che ha dato il colpo d’avvio, premendo sull’acceleratore per la sistemazione del complesso dossier, visto che e’ passato solo un mese dalla lettera in cui Mediobanca sollecitava Fonsai a un aumento di capitale per ripristinare gli indici di solvibilita’, come del resto chiesto da Isvap. Mediobanca conosce molto bene anche Unipol, essendo stata a fianco del gruppo bolognese in tutte le sue operazioni negli ultimi 15 anni e verso cui ha un’esposizione di circa 400 milioni. Last but not least, sara’ la nuova entita’ a decidere sulle quote detenute dal gruppo Premafin-FonSai, ovvero le partecipazioni in Mediobanca (3,83%), Gemina (4,2%), Pirelli (4,5%), Rcs (5,46%), Unicredit (0,35%) e Mps (0,40%), che unitamente all’1,13% di Generali di cui e’ stata gia’ decisa la vendita, nel bilancio Premafin 2010 valevano 804 milioni. A Piazzetta Cuccia, par di capire, non dispiacerebbe se l’uscita di scena dei Ligresti con il passaggio a Unipol fornisse anche l’occasione per un alleggerimento del patto che ora sindaca il 41% del capitale.

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