CONFARTIGIANATO ER- RIPRESA? NON C’E’


BOLOGNA 15 FEBBRAIO L’osservatorio congiunturale sulla piccola e la media impresa di Confartigianato Emilia Romagna ha analizzato l’andamento dell’economia regionale nel secondo semestre 2010 ed ha creato una proiezione sull’andamento del prossimo semestre. I dati sono stati raccolti attraverso un’indagine telefonica, tra il 22 novembre e il 3 dicembre, su 900 imprese dell’Emilia Romagna con meno di 20 dipendenti. Il secondo semestre del 2010 non ha smentito l’andamento dei primi sei mesi del 2010 con andamenti negativi per tutti i principali indicatori produzione, domanda, fatturato, export ed investimenti. L’artigianato soffre più della piccola e media impresa mentre analizzando gli andamenti provinciali è più positiva la situazione di Forlì-Cesena e Piacenza, stabile quella di Bologna, Modena, Parma, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini, resta invece negativa Ferrara.Il quadro generaleNel secondo semestre 2010 è stata registrata una leggera flessione di produzione/domanda (congiunturale pari a -0,3%) per un saldo degli andamenti (+0,2) che rivela un sostanziale equilibrio. Il periodo più critico sembra dunque essere alle spalle, ma le indicazioni per il prossimo semestre descrivono una ripresa ancora incerta, si attende un incremento oltre il mezzo punto percentuale. Nella seconda parte del 2010 si rileva una contrazione del fatturato pari a -0,3%, con una leggera prevalenza di andamenti negativi su quelli positivi (saldo -0,9). Su base annua, invece, si evidenzia un lieve progresso (+0,1%), che potrebbe ampliarsi ulteriormente nel prossimo semestre (+0,3%), anche se in verità circa il 69% delle aziende non si attende nei prossimi mesi particolari evoluzioni del proprio volume d’affari. Nella seconda parte del 2010 la contrazione dei posti di lavoro è pari a -1,9%; la flessione degli addetti è intorno al punto e mezzo percentuale, mentre nel prossimo semestre si prevede una maggiore tenuta dell’intero sistema con una variazione media attesa pari a -0,1%. Le difficoltà di ripresa si riflettono sulla quota di investitori che nel secondo semestre 2010 si attesta di poco al di sopra del 10%. Le esportazioni nel secondo semestre 2010 segnano un progresso del 0,3%, confermato su base annua (+0,2%), ma che rivela una generale staticità delle imprese esportatrici. Per i prossimi mesi si attende un incremento del fatturato dall’export con intorno al punto percentuale.Artigianato e piccola impresaNell’artigianato si rilevano ancora flessioni nella produzione/domanda e nel fatturato (-0,7% e -0,5%), che descrivono una situazione economica ancora negativa e più accentuata rispetto al trend generale. Anche sul fronte occupazionale si registrano maggiori difficoltà con una contrazione di addetti pari a -2,5% e negli investimenti si registra una propensione minore rispetto al primo semestre (11,0%). Nel prossimo semestre il comparto potrebbe mostrare segnali di ripresa con tassi di sviluppo superiori a quelli medi di riferimento per produzione/domanda e fatturato (+0,7% e +0,5%); in leggero rialzo la propensione ad investire (12,3%), mentre nell’occupazione si potrebbe assistere ancora a qualche fuoriuscita di personale (-0,4%). La piccola impresa sembra tenere meglio rispetto all’artigianato con volumi produttivi e di fatturato stabili e con un calo di addetti più contenuto (-1,1%). Nelle previsioni per il prossimo semestre il settore dovrebbe crescere ulteriormente. Qualche recupero si potrebbe registrare sul fronte occupazionale (+0,2%) ed in leggero progresso si potrebbe rilevare anche la propensione ad investire.I settori di attivitàIl settore manifatturiero evidenzia nel secondo semestre un sostanziale equilibrio con la prima parte dell’anno per produzione (+0,2%) e volume d’affari (-0,1%). Più significativo l’incremento degli ordini (+0,5%), mentre cala di quasi due punti percentuali l’occupazione ed è in flessione anche la propensione ad investire (7,3%). Il clima di incertezza che caratterizza i prossimi mesi condiziona le previsioni degli addetti ai lavori con moderati incrementi nei volumi di fatturato e ordini (+0,4% per entrambi) e con un progresso più sostenuto nei volumi produttivi (+0,6%). Nell’occupazione si potrebbe realizzare qualche nuovo inserimento di manodopera (+0,2%) e dovrebbe risalire la quota di investitori.I comparti dell’alimentare, della chimica, plastica, vetro, carta, dell’elettrica ed elettronica, della meccanica e macchine e dei mobili e legno evidenziano dinamiche positive, sia a livello congiunturale che tendenziale in particolare nel settore della chimica ed in quelli dell’elettromeccanica. Le previsioni per i prossimi sei mesi rivelano una situazione di generale equilibrio con qualche significativa possibilità di incremento nelle aziende della meccanica, dell’elettrica e dei mobili. Le imprese del tessile, abbigliamento, concia e del metallo e prodotti in metallo fanno invece ancora fatica ad invertire la tendenza ed ad intraprendere un percorso di sviluppo che le consenta di lasciarsi alle spalle il periodo più difficile. Per il prossimo semestre non sono attese particolari evoluzioni a testimonianza di come l’attuale incertezza economica non favorisca ancora, in tali comparti, una concreta ripresa. Il settore edile appare quello in maggiore difficoltà e di fatto frena il processo di ripresa dell’intero sistema economico. A livello congiunturale si rileva nel secondo semestre una flessione della domanda superiore al punto percentuale (-1,3%), mentre la flessione del fatturato si ferma a -0,7%. Pesante il calo dell’occupazione (-2,8%) e di poco inferiore all’11% si segnala la quota di investitori. Sul fronte occupazionale si conferma una perdita degli occupati superiore ai due punti percentuali. Le previsioni per i prossimi sei mesi potrebbero segnare un’inversione di tendenza con qualche recupero nella domanda (+0,6%) e nel fatturato (+0,3%), che potrebbero favorire anche una moderata ripresa degli investimenti (13,1%). Nell’occupazione si dovrebbe registrare invece ancora qualche fuoriuscita di personale (-0,5%). Negli ultimi mesi del 2010 il settore dei servizi alle imprese ha recuperato nella domanda parte della perdita maturata nel corso del primo semestre (+0,3%), mentre il volume d’affari ha subito ancora un leggero calo (-0,1%). Le prospettive del settore sono buone con incrementi di domanda e volume d’affari tra il +0,7% ed il +0,8%; stabile l’andamento occupazionale, mentre gli investimenti si dovrebbero ridurre passando dal 15% del secondo semestre 2010 a poco più del 10% previsto per la prima parte del 2011. Il settore dei servizi alle persone presenta un leggero incremento del fatturato (+0,2%), stabile la domanda. Non si registrano movimenti in uscita sul fronte occupazionale. Nei prossimi sei mesi non si segnalano particolari dinamiche di sviluppo con il mantenimento di domanda e numero di addetti e con una leggera contrazione del fatturato (-0,2%). Bassa si dovrebbe inoltre mantenere la propensione ad investire (6,5% tra investimenti programmati ed investimenti possibili).Performance provincialiPer quanto riguarda le dinamiche provinciali possiamo suddividere la regione in tre fasce territoriali, a seconda delle dinamiche registrate e delle prospettive per il futuro. Forlì-Cesena e Piacenza hanno evidenziato performance positive nella produzione/domanda, fatturato e ordini e nella provincia romagnola si rileva, nel secondo semestre 2010, anche un’elevata incidenza degli investitori. Buone in quest’ultima area anche le previsioni per il prossimo periodo, mentre gli andamenti attesi per Piacenza non rivelano particolari evoluzioni. Bologna, Modena, Parma, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini presentano nel complesso un andamento stazionario con una leggera prevalenza di andamenti negativi a Bologna, Modena e Parma per quanto riguarda la produzione/domanda ed il fatturato e con una leggera tendenza di crescita invece per Ravenna e Rimini. Nel prossimo semestre Bologna, Modena, Reggio Emilia e Rimini continuano a presentare andamenti stazionari, mentre qualche indicazione positiva si rica
va dalle performance di Parma e Ravenna. Infine, la provincia di Ferrara evidenzia le dinamiche più negative con andamenti al ribasso nella produzione/domanda e nel fatturato sia a livello congiunturale che tendenziale. In prospettiva si potrebbe realizzare una maggiore stabilità dei livelli, con una possibile risalita degli investimenti.

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