Da Emil Banca 20 milioni di euro per le imprese agricole di Bologna, Ferrara e Modena


bologna 14 giugno “Facciamo credito agli agricoltori per far ripartire l’economia della Regione attraverso investimenti sostenibili sia economicamente sia dal punto di vista ambientale. Filiera corta, commercializzazione dei prodotti di qualità, risparmio energetico, produzione da fonti rinnovabili e aggregazioni sono i progetti su cui puntiamo e per i quali abbiamo destinato un plafond di ben 20 milioni di euro” Si rivolge così, Daniele Ravaglia, direttore di Emil Banca, agli imprenditori agricoli e agroalimentari di Bologna, Modena e Ferrara a cui la Bcc, assieme a Bit Spa, ha proposto un articolato percorso di sviluppo, partendo dalla disponibilità di risorse finanziare. Ma il credito, se pur decisivo soprattutto in un momento in cui il complesso del sistema bancario ha diminuito le erogazioni, da solo non basta. “Quello che offriamo agli imprenditori è un servizio completo, in grado di abbattere le barriere burocratiche, tecnologiche ed organizzative grazie ai tecnici di Bit (la società di consulenza nata iniziativa di 20 Banche di Credito Cooperativo, Iccrea Holding e Federcasse) che potranno affiancare gli imprenditori nella costruzione, nella valutazione e nella realizzazione delle loro idee imprenditoriali”. Il Rapporto 2012 sull’economia regionale mostra come il settore agricolo e agroalimentare locale, rispetto al resto d’Italia, regga meglio la crisi: la Produzione Lorda Vendibile regionale nel 2012 è aumentata del +3,4% contro una diminuzione nazionale del 1,4 %. Ma il dato sui redditi aziendali, che a causa dell’aumento dei costi di produzione sono stati in flessione del 2% anche sul nostro territorio, e la continua diminuzione dei consumi alimentari, che nel 2012 hanno registrato una flessione del 3% che corrisponde ad una perdita in valore di 6,8 miliardi di euro, non fanno dormire sonni tranquilli nemmeno agli agricoltori di casa nostra. Le note liete arrivano dall’export (+4% a livello regionale) e dal numero dei lavoratori dipendenti, cresciuti in Emilia-Romagna del 24%. “La filiera dell’agroalimentare del nostro territorio rappresenta un cluster di eccellenza internazionale capace di conciliare tradizione e innovazione raggiungendo alti standard qualitativi e di sicurezza dei prodotti”, commenta Ravaglia che poi aggiunge: “Nel nostro territorio di competenza (le provincie di Bologna, Modena e Ferrara) ci sono circa 30 mila aziende che operano nei settori agricolo e agroalimentare. Per puntare ancor di più sull’export c’è bisogno di un processo di aggregazione tra aziende così da aumentarne competitività e forza sui mercati esteri”. Emil Banca apre le porte agli agricoltori quindi, ma senza illusioni: “In un periodo in cui le banche hanno stretto i cordoni del credito, noi, come il resto del sistema del Credito Cooperativo, abbiamo continuato a sostenere il territorio pagando, a volte, costi elevati – conclude Ravaglia – Oggi è finito il tempo nel quale si “tentava” un’avventura economica, coi capitali altrui, aiutati dal vento favorevole che spesso garantiva il successo anche a chi non aveva le idee chiare o la dimensione adeguata. Oggi chi si assume degli impegni deve farlo con coscienza e dopo avere studiato sotto tutti i punti di vista la possibilità di successo dell’iniziativa, deve partecipare al rischio d’impresa e, il più possibile, deve fare rete con il territorio: è dalla sinergia con il resto del sistema che possono scaturire opportunità interessanti. Il nostro sostegno alle Tre A, agricoltura, ambiente, agroalimentare, nasce con questa consapevolezza”.

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