Crif: ad aprile prosegue flessione domanda credito famiglie-imprese


bologna 14 maggio-Il mese di aprile si e’ concluso all’insegna del segno negativo per le richieste di credito da parte sia delle famiglie sia delle imprese. Se per i mutui questo non rappresenta certamente una novita’, considerando la dinamica di forte contrazione che perdura ininterrottamente ormai da molti mesi, desta sicuramente piu’ interesse la debolezza della domanda di prestiti dalle famiglie e di finanziamenti da parte delle imprese, che negli ultimi due mesi hanno invertito il trend virando sul segno meno.Queste evidenze emergono dal Barometro Crif sulla domanda di credito, elaborato sulla base del patrimonio informativo di Eurisc, il Sistema di Informazioni Creditizie di Crif.Nel mese di aprile appena concluso la domanda di credito da parte delle famiglie (espressa come numero di richieste) appare indebolita per il secondo mese consecutivo dopo un trimestre precedente che aveva fatto registrare una confortante crescita. Per quanto riguarda nello specifico le richieste di prestiti (nell’aggregato di presiti personali e finalizzati) il mese di aprile ha infatti fatto registrare un -3% che conferma il dato negativo rilevato nel mese precedente (-5%).’L’analisi dell’andamento delle richieste di credito (quindi vere e proprie istruttorie formali presentate agli istituti di credito, non semplici richieste di informazioni o ricerche sul web) rappresenta uno strumento unico per valutare con estrema tempestivita’ ed in modo esaustivo la propensione degli italiani a richiedere finanziamenti per sostenere i propri consumi o per l’acquisto dell’abitazione’, spiega Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di Crif. ‘Rispetto al trend dei finanziamenti effettivamente concessi, che potrebbero dipendere sia dalla prudenza della domanda sia da politiche di erogazione piu’ restrittive adottate dagli istituti di credito, la debole dinamica in atto descrive in modo inequivocabile l’atteggiamento estremamente cauto da parte delle famiglie, alle prese con la fragilita’ del mercato del lavoro, la riduzione dei redditi disponibili e la conseguente preoccupazione riguardo la capacita’ di far fronte agli impegni finanziari’.Il dato aggregato della domanda di prestiti nei primi 4 mesi del 2013 risulta invariato rispetto allo stesso periodo del 2012 ma e’ a 2 cifre la flessione rispetto al 1* quadrimestre degli anni precedenti.’A fronte del persistere di segnali negativi sul fronte occupazionale, soprattutto giovanile, della fiducia e dei consumi, specie quelli di importo piu’ consistente, il credito retail permane fortemente condizionato e procede con il freno a mano tirato’, commenta Capecchi. ‘Conseguentemente, in questa delicata fase un atteggiamento improntato alla grande prudenza caratterizza la domanda di credito da parte delle famiglie, che si riflette anche su rate piu’ contenute e importi medi piu’ ridotti rispetto al recente passato, ma anche l’offerta da parte degli Istituti di credito, alle prese con la crescita degli indicatori di rischiosita”.A conferma di questa dinamica, nel mese di aprile 2013, nel complesso dei prestiti personali piu’ finalizzati, l’importo medio delle richieste da parte delle famiglie si e’ assestato a 7.734 euro. Piu’ in dettaglio, per i prestiti finalizzati l’importo medio e’ stato pari a 4.576 euro mentre per i prestiti personali la media e’ stato di 11.136 euro.Il numero di domande di mutui (relative a istruttorie formalmente presentate alle Aziende di credito) ad aprile 2013 si conferma nuovamente in contrazione rispetto al corrispondente mese del 2012 e risulta pari a -9%. Nulla di nuovo, quindi, in un trend negativo che perdura senza sosta dall’inizio del 2011 in un preoccupante susseguirsi di record negativi. Il dato rilevato nei primi mesi del 2013 appare distante rispetto alla flessione su valori prossimi al -50% registrato per l’intero 2012 ma non deve trarre in inganno in quanto, appunto, la contrazione di questi mesi va a sommarsi alla brusca frenata registrata nel corrispondente periodo dell’anno scorso, che aveva di fatto portato ad un dimezzamento delle richieste di finanziamenti per la casa.’Rispetto al recente passato, negli ultimi 2 anni le famiglie italiane hanno assunto un diverso atteggiamento rispetto all’investimento immobiliare e, conseguentemente, verso i mutui richiesti per finanziare l’acquisto’, commenta Capecchi. ‘In particolare, le famiglie tendono a posticipare a momenti piu’ favorevoli l’acquisto di un immobile residenziale e questo atteggiamento di estrema cautela non e’ stato stimolato neppure dalla diminuzione dei prezzi delle abitazioni registrata nel corso dell’ultimo anno. In altre parole, le famiglie sembrano essersi ‘autocensurate’, evitando di appesantire il proprio indebitamento rispetto al reddito disponibile, in una sorta di deleveraging, nel timore di poter trovare difficolta’ nel ripagare nel tempo il finanziamento acceso. In piu’, va registrata la sostanziale scomparsa dei mutui di surroga e sostituzione, di fatto oggi non piu’ convenienti per i richiedenti, mentre negli anni scorsi avevano sostenuto il mercato dando la possibilita’ alle famiglie di rinegoziare le condizioni del proprio finanziamento’.Anche in questo caso, a ulteriore conferma della cautela adottata dalle famiglie italiane va considerata la progressiva diminuzione dell’importo medio richiesto per i mutui, che a fine aprile si e’ attestato a 127.749 euro contro una media di 131.803 euro rilevata nel 2012. Inoltre, analizzando la distribuzione delle richieste di mutuo in funzione dell’importo si conferma ulteriormente lo spostamento verso le fasce piu’ basse: nei primi 4 mesi dell’anno, infatti, la classe in cui si sono maggiormente concentrate le preferenze degli italiani e’ stata, ancora una volta, quella compresa tra i 100.000 e i 150.000 euro, con una quota pari al 29,47% del totale.Relativamente alla durata dei mutui richiesti, infine, ancora una volta e’ la classe compresa tra i 25 e i 30 anni a essere risultata la preferita dalle famiglie italiane, con una quota prossima al 29% del totale.’La debolezza della domanda di mutui da parte delle famiglie continua ad accoppiarsi con la perdurante cautela da parte degli Istituti di credito, alle prese con un tasso di default in lento ma continuo aumento nonostante gli interventi varati a supporto delle famiglie e le numerose rinegoziazioni dei piani di rimborso’, aggiunge Capecchi. ‘Per altro bisogna considerare che le compravendite assistite da mutui nel nostro Paese risultano in ulteriore diminuzione, passando dal 44,8% del totale nel 2011 al 37% nel 2012, a conferma che gli italiani in questa delicata fase tendono a finanziare l’acquisto della casa attingendo prevalentemente ai risparmi propri o del nucleo familiare’.Dopo un inizio d’anno in cui il numero di finanziamenti richiesti da parte delle imprese italiane (analizzati sulla base delle anagrafiche riconducibili sia a imprese individuali sia a societa’ di persone e capitali) aveva confermato il segno positivo che aveva caratterizzato quasi l’intero 2012, negli ultimi 2 mesi la propensione a richiedere credito si e’ raffreddata e anche il mese di aprile confermato una dinamica negativa, con un -1,04% rispetto allo stesso mese del 2012, ponderato a parita’ di giorni lavorativi.L’analisi della domanda di credito, elaborata sulla base del patrimonio informativo di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 8 mln di posizioni creditizie attribuite a utenti business, fornisce anche una fotografia aggregata a livello di 1* quadrimestre dell’anno, che complessivamente fa registrare una crescita dello 0,5% rispetto al corrispondente periodo del 2012.Entrando maggiormente nel dettaglio e suddividendo la domanda di credito tra imprese individuali e societa’, la dinamica rilevata negli ultimi mesi mostra un andamento piu’ regolare, nonche’ un segno lievemente positivo (+0,67% nel mese di aprile e +3,41% nel quadrimestre), per le societa’ rispetto a quello che caratterizza le ditte individuali (-3,4% ad aprile e -3,5% nei primi 4 mesi 2013).Una lettura piu’ completa della dinamica in corso e’ resa possibile anche dall’analisi dell’importo medio dei finanziamenti richiesti da parte delle imprese: nei primi quattro mesi del 2013, per il complesso di imprese individuali e societa’, esso si e’ attestato a 63.064 euro, ma con quasi un terzo delle richieste (il 32,4% del totale per le precisione) di importo inferiore ai 5.000 euro. Questo dato evidentemente e’ giustificato dal peso preponderante delle richieste effettuate da ditte individuali e societa’ di piccole dimensioni, che rappresentano il segmento piu’ numeroso tra le imprese attive sul territorio nazionale. Entrando maggiormente nel dettaglio, l’importo medio dei finanziamenti richiesti e’ risultato pari a 30.925 euro per quanto riguarda le ditte individuali contro gli 84.991 euro delle societa’. Per quanto riguarda la distribuzione per classi di importo, invece, nei primi 4 mesi del 2013 quasi 1/3 del totale delle richieste si e’ concentrata nella fascia inferiore ai 5.000 euro.’La rilevazione del Barometro Crif non consente di identificare la finalita’ dei crediti richiesti ma e’ plausibile che, in questa fase caratterizzata da una perdurante debolezza del quadro economico complessivo, l’esigenza prevalente da parte delle imprese sia riconducibile piu’ al sostegno all’attivita’ corrente che al finanziamento di nuove iniziative e investimenti’, conclude Capecchi.

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