LEGACOOP – “L’Italia Cooperativa – Centocinquant’anni di storia e di memoria, 1861-2011”


bologna 14 febbraio Giovedì 16 febbraio, alle ore 17.00 a Roma, presso la Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”, Sala degli Atti parlamentari (Piazza della Minerva, 38), si svolgerà la presentazione del libro di Fabio Fabbri “L’ITALIA COOPERATIVA – Centocinquant’anni di storia e di memoria, 1861-2011”Ne discutono con l’autorePiero Bevilacqua, ordinario di Storia contemporanea alla Sapienza Università di RomaAdolfo Pepe, direttore della Fondazione Giuseppe Di VittorioGiuliano Poletti, Presidente LegacoopClaudio Sardo, direttore de l’Unità Le imprese cooperative rappresentano oggi circa il 7% del PIL, contano 12 milioni di soci, oltre un milione e centomila occupati, e vantano posizioni di eccellenza in molti settori dell’economia nazionale. Fabbri ne ripropone le vicende attraverso i 150 anni della storia d’Italia. Vengono ricostruite le tappe che condussero alla fondazione (1886) della Federazione delle società cooperative (poi Lega), e quindi al pieno riconoscimento sociale e legislativo durante l’età giolittiana.Nel primo dopoguerra, al momento del massimo sviluppo, la Lega fu attaccata dallo squadrismo fascista e, il 14 novembre 1925, fu sciolta dal prefetto di Milano che avviò l’inarrestabile «fascistizzazione» del movimento. La Lega delle Cooperative fu ricostituita nel 1945. Si affermò allora la leadership del Partito Comunista, anche se, fin dal 1962, fu avviato quel lento processo che l’avrebbe trasformata in un organismo autonomo dai partiti.A metà degli anni Settanta, anche al di fuori delle «isole rosse», la «terza via» dell’economia si proponeva già in alternativa a quella privata come a quella pubblica. Dagli anni Ottanta, il «sistema» delle cooperative e dei loro Consorzi, con l’esecuzione di rilevanti opere pubbliche, si affermava ormai nella sfera nazionale ed internazionale.Dopo la crisi dei primi anni Novanta, superato il meccanismo della «cooperazione di partito», fu avviata quella definitiva trasformazione della struttura organizzativa, produttiva e finanziaria che, nell’arco di un ventennio, ha reso Legacoop uno dei protagonisti indiscussi nel campo della più avanzata e diffusa imprenditorialità, pur nel rispetto dei principi fondanti della partecipazione economica e del controllo democratico dei soci. Fabio Fabbri già docente di “Storia del movimento operaio e sindacale” e di “Storia del lavoro” è ora professore ordinario di “Storia contemporanea” presso l’Università di Roma Tre. Responsabile della Biblioteca della Lega delle Cooperative, membro scientifico dell’Istituto di studi cooperativi L. Luzzatti, dell’Istituto A. Cervi e della Fondazione Modigliani, ha curato, per l’editore Marsilio, la collana di “Studi sociali e cooperativi”. È autore di numerosi saggi sulla storia del socialismo, sul movimento cooperativo italiano e sulle origini del fascismo.

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