airp: Dal 2007 al 2011 il parco circolante di autocarri in Emilia Romagna è cresciuto del 2,3%


BOLOGNA 14 NOVEMBRE Dal 2007 al 2011 in Emilia Romagna il parco circolante di autocarri per il trasporto di merci è cresciuto del 2,3%. Questo dato proviene da un’elaborazione dell’Osservatorio sulla mobilità sostenibile Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) su dati Aci, elaborazione che fornisce anche un prospetto provinciale dell’evoluzione del parco circolante. In Emilia Romagna la provincia in cui la crescita è stata maggiore è Reggio Emilia (+13,4%), seguita da Rimini (+8,9%) e Piacenza (+3,8%). A Bologna il parco circolante di autocarri è calato del 2,6%. L’Emilia Romagna si trova in dodicesima posizione nella graduatoria regionale stilata dall’Osservatorio sulla mobilità sostenibile Airp in base alla percentuale di crescita del parco circolante di autocarri. In testa a questa classifica c’è la Calabria (+10,9%), seguita da Sardegna e Sicilia (+10,1%). In coda vi sono Piemonte e Valle D’Aosta (+1,6%), Toscana (+1%) e Marche (+0,3%).Nel 2011 il parco circolante di autocarri per il trasporto merci nel nostro Paese era composto da 4.022.129 veicoli, con una crescita solo del 4,7% rispetto al 2007. Si tratta di una percentuale di aumento modesta, che segnala come le aziende di trasporto abbiano dovuto rimandare, in molti casi, la sostituzione dei loro mezzi più vecchi e inquinanti, che quindi oggi sono ancora parte del parco circolante. La difficoltà della situazione economica impone comunque alle aziende dell’autotrasporto l’esigenza di contenere i costi senza pregiudicare il rispetto dell’ambiente e la sicurezza della circolazione. Una soluzione efficace, a questo proposito, può essere un maggiore utilizzo di pneumatici ricostruiti, dispositivi che garantiscono gli stessi livelli di sicurezza dei pneumatici nuovi (prima di essere messi in commercio sono sottoposti agli stessi test di durata, carico e velocità previsti per le gomme nuove), ed allo stesso tempo hanno grandi valenze ambientali, visto che consentono di dare una seconda vita e quindi di allontanare nel tempo la necessità di smaltimento dei pneumatici usati. Il tutto, è da precisare, con importanti risparmi economici per le aziende di trasporto, dal momento che i pneumatici ricostruiti costano sensibilmente meno dei pneumatici nuovi poiché il processo di ricostruzione prevede il riutilizzo delle strutture portanti ancora integre.

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