UNIONCAMERE ER Riprende l’export


BOLOGNA 13 SETTEMBRE Le esportazioni emiliano-romagnole sono risultate pari a 13.094 milioni di euro, facendo segnare un discreto incremento (+3,3 per cento) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Al contrario le vendite all’estero nazionali sono rimaste invariate (-0,1 per cento). E’ quanto attestano i dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane, ripresi da una elaborazione dell’area studi e ricerche di Unioncamere Emilia-Romagna. Il dato trimestrale regionale è stato determinato da una lieve ripresa sui mercati europei.L’andamento è risultato positivo e abbastanza omogeneo per le regioni che esportano di più: oltre all’Emilia-Romagna che è al terzo posto, si segnalano Lombardia (+0,6 per cento) e Veneto (+2,0 per cento) e in quarta posizione il Piemonte (+2,1 per cento). I settoriLa tendenza positiva è stata comune a quasi tutti i comparti. Notevole il risultato (+13,6 per cento) dell’industria delle lavorazioni metalliche così come quella alimentare (+9,7 per cento). Le rilevanti esportazioni di macchinari e apparecchiature crescono quasi in linea con la media regionale, mentre l’importante settore dei mezzi di trasporto registra un lieve passo indietro.Le destinazioniNella “mappa” delle esportazioni si segnala il leggero ma importante aumento (+1,1 per cento) dell’export destinato ai mercati europei, pari al 63,8 per cento del totale, anche se le vendite nei paesi dell’Unione europea hanno registrato solo un lieve incremento (+0,3 per cento). E’ stato estremamente positivo l’andamento nel Regno Unito (+20,5 per cento), sono rimasti stabili gli altri mercati a parte il calo di quello francese e soprattutto di quello polacco che registra un ampio passo indietro (-9,3 per cento). Ancora positivi, ma più contenuti, i risultati sul continente americano (+7,4 per cento). Rallentano le vendite sull’importante mercato statunitense (+5,6 per cento) e su quello brasiliano (+7,4 per cento). L’andamento sui mercati asiatici riprende tono (+6,7 per cento), anche per il ritorno della domanda cinese (+9,0 per cento).

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