UNIONCAMERE e/r Venture capital: una strada per l’impresa che vuole crescere


BOLOGNA 13 DICEMBRE Finanzia spesso “idee”, cerca di individuare in anticipo i futuri trend di crescita a livello settoriale e tecnologico, supporta iniziative innovative di business: sono queste le caratteristiche del Venture Capital, lo strumento finanziario per lo start up ed il consolidamento d’impresa che ancora non è utilizzato secondo le sue potenzialità, anche se, con 105 operazioni nel periodo 2007-2009, l’ Emilia-Romagna è al secondo posto in Italia subito dopo la Lombardia. Dei 105 interventi realizzati in Emilia-Romagna, che corrispondono a un ammontare pari a 1.972 milioni di Euro, quelli di start up per l’avvio di impresa sono stati 19 (il 18%).Sono queste alcune delle indicazioni emerse dal convegno “Lo small business act e il venture capital come sostegno alla crescita delle piccole e medie imprese emiliano-romagnole” organizzato da Unioncamere Emilia-Romagna, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, per informare sulle iniziative messe in campo per facilitare l’accesso al credito delle PMI e favorire la conoscenza di strumenti finanziari complementari alle forme tradizionali di reperimento di capitali, come appunto il Venture Capital.L’evento ha concluso il ciclo di tre incontri programmati a livello nazionale dal Ministero dello Sviluppo economico in collaborazione con l’AIFI (Associazione italiana di Private Equity e Venture capital), il sistema camerale, l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e la Borsa Italiana: un percorso articolato per avvicinare al venture capital le piccole e medie imprese allo scopo di favorirne la maggiore patrimonializzazione ed incentivare gli investimenti innovativi. “Per puntare ad orizzonti più ampi e continuare a competere sugli scenari internazionali – ha detto il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Andrea Zanlari – le nostre imprese devono far leva dell’innovazione che può essere sostenuta dal ricorso a forme di finanziamento non tradizionali per aumentare il capitale di rischio. Il Venture Capital è un’opportunità concreta per l’innovazione e lo sviluppo del territorio che crea valore all’interno e fuori dell’impresa”.Per la crescita delle PMI, secondo Giuseppe Capuano, dirigente del Ministero dello Sviluppo Economico è necessaria una strategia che ha definito “a tenaglia” con “la creazione di rete di equity angels per favorire la diffusione del capitale di rischio presso le piccole aziende che pur di dimensioni ridotte affrontano i mercati con politiche tipiche delle medie imprese; supportare azioni di microcredito; riformare gli incentivi alle imprese ed infine migliorare l’informazione per la diffusione del mediocredito e del venture capital”. L’AIFI, come ha spiegato Alessandra Bechi, direttore dell’ufficio affari istituzionali “sostiene iniziative di private equity per l’impresa che possono favorire il ricambio generazionale, l’internazionalizzazione, il sostegno alla crescita, la riorganizzazione proprietaria e della governance, e la ristrutturazione delle aziende. Il venture capital, in particolare, può servire per lo sviluppo tecnologico, la riconversione settoriale e processi di innovazione”.Quello del Venture Capital è un mercato che ha operato finora a basso regime potenzialità e quindi secondo il segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna, Ugo Girardi “C’è bisogno di sviluppare su una cultura di impresa che deve evolvere verso business plan chiari per poter accedere a questo strumento sempre più di attualità in una fase di riposizionamento dopo la crisi e in un contesto di progressiva riduzione delle risorse pubbliche”. Glauco Lazzari, responsabile Servizio Politiche Industriali della Regione Emilia-Romagna, auspicando “il ricorso al venture capital come uno degli elementi di una strategia differenziata e flessibile che possa facilitare lo sviluppo dell’impresa in un contesto territoriale”, ha annunciato l’attivazione, dall’inizio del 2011 “di un nuovo fondo di venture capital, nell’ambito del Por 2007 – 2013, destinato allo start up e all’ expantision financing, quindi a nascita e sviluppo di imprese”.Il Venture Capital: a quali imprese è rivolto?I venture capitalist operano tipicamente con imprese che si devono ancora costituire (finanziamento dell’avvio, start-up financing), oppure che si sono costituite da poco e sono alla ricerca di capitali per consolidare ed espandere il proprio business (finanziamento della prima fase di sviluppo, seed capital & early-stage). L’impresa tipo da coinvolgere è un’impresa, evidentemente non quotata, anche non ancora costituita e con elevato potenziale di sviluppo in termini di nuovi prodotti e servizi, nuove tecnologie, nuove concezioni di mercato ed elevate capacità manageriali e di “visione”.Come si realizza un’operazione di VC?Con l’espressione Venture Capital si intende l’apporto di capitale azionario, o la sottoscrizione di titoli convertibili in azioni, da parte di operatori specializzati, in un’ottica temporale di medio lungo termine. Le partecipazioni sono finalizzate, attraverso il contributo congiunto di know-how non solo finanziario, allo sviluppo dell’impresa, all’aumento del suo valore e alla possibilità di realizzazione di un elevato guadagno di capitale (capital gain) in sede di dismissione.

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