L’assemblea di Legacoop Bologna Investire nel territorio per superare la crisi


BOLOGNA 13 DICEMBRE Si è svolta questa mattina presso l’Arena del Sole l’ottava Assemblea dei Presidenti Legacoop Bologna, appuntamento annuale di riflessione sullo stato del movimento cooperativo bolognese e sulle urgenze espresse dalle stesse imprese in relazione all’attuale contesto socio-economico. Tema centrale della tavola rotonda “Il territorio oltre la crisi” – alla quale hanno partecipato Aldo Bonomi, Direttore Aaster, Carlo Cimbri, Amministratore Delegato UGF, Pietro Modiano, Presidente Nomisma, Luigi Odorici, Vice Direttore Generale Gruppo BPER – il rilancio del sistema economico a partire dal territorio in una dimensione nuova e nuovamente competitiva. “La crisi che stiamo vivendo – sottolinea la relazione introduttiva di Legacoop Bologna – porta con sé elementi di carattere strutturale. In questo quadro, al mondo del lavoro e delle imprese è affidata una doppia responsabilità: perseguire con tenacia la strada per andare oltre la crisi e individuare alleanze territoriali utili a intraprendere processi di crescita e innovazione. La competitività, infatti, è sempre di più una meta da raggiungere a livello di sistema, sia economico, che produttivo, sociale e territoriale. Come movimento cooperativo sentiamo, dunque, l’esigenza di condividere una rilettura dei processi che caratterizzano il nostro modello di sviluppo per essere protagonisti nella elaborazione di una “nuova frontiera” di sviluppo locale”. “In un contesto economico difficile come quello che stiamo attraversando – prosegue la relazione -, è necessario ribadire quali responsabilità attengano alla cooperazione: dare centralità al lavoro e alla crescita, un binomio indissolubile, e individuare alleanze strategiche, capaci di produrre processi di crescita e innovazione con ricadute positive sullo stato dell’economia e della comunità territoriale. E’ indubbio che questo processo deve avvenire in primo luogo per rispondere al bisogno di maggiore efficienza che il mondo economico richiede. Il concetto di fondo che crediamo vada evidenziato è che il’80% delle sfide che abbiamo di fronte può essere affrontato solo attraverso un efficace rapporto tra Pubblico e Privato, dalle opere infrastrutturali ai servizi sociali, alle opportunità nel campo culturale. Per tutti questi ambiti il limite delle risorse pubbliche e la complessità odierna e futura di un ambiente urbano delle dimensioni di Bologna richiedono che il sistema territoriale attivi nuovi strumenti e modalità di co-progettazione e co-gestione delle problematiche esistenti. Nel programma del prossimo sindaco ci auguriamo di leggere, dunque, l’istituzione della città metropolitana e la proposta del superamento della provincia.La città è oggi un hub per i collegamenti internazionali, gli spostamenti e la logistica, ma anche il luogo in cui si può reperire più facilmente quel capitale umano e intellettuale che serve per innovare e sviluppare vere e proprie politiche di riconversione produttiva in una ottica di maggior innovazione e sostenibilità. Lo sforzo congiunto con le Istituzioni per il riaggancio della ripresa è fondamentale, ma è soprattutto fondamentale non perdere di vista l’esigenza di definire una visione strategica attorno alla quale ogni attore deve assumersi chiare responsabilità”. A conclusione degli adempimenti istituzionali, la tavola rotonda “Il territorio oltre la crisi” è stata aperta da Aldo Bonomi, Presidente Aaster: “Territorio è una parola chiave. Una parola moderna, centrale, importantissima in tempi di crisi. Il ruolo della cooperazione nel tempo è cambiato e continua a cambiare seguendo i flussi che caratterizzano l’economia, ma tenendo fermo il proprio punto di forza che risiede nella presenza sul territorio. In un periodo come quello che stiamo vivendo – prosegue Bonomi – emergono con forza due tipi di comunità: quella del rancore e quella della cura. In quest’ottica, la cooperazione si colloca come in una posizione vincente, quella della comunità operosa. Sarà infatti decisivo ridisegnare nei prossimi anni il rapporto tra impresa e cura, riproponendo quella forma di coesione sociale, distintiva del ruolo e dell’operato della cooperazione stessa.” Pietro Modiano, Presidente Nomisma, puntualizza sulla situazione bolognese: “Oggi l’orgoglio bolognese manca, non si respira più quell’ambizione che caratterizzava la città di un tempo. Ragionare sul territorio però – prosegue Modiano – può diventare un esercizio retorico. La tentazione di restringere la dimensione su cui investire, dopo aver lavorato su piani globali, è comprensibile, ma il rischio di isterilire la classe dirigente è forte. Bisogna dare ai nostri ragionamenti un più ampio respiro, tenendo come riferimento la dimensione nazionale”. Con un richiamo al mondo della politica si è aperto l’intervento di Gianpiero Calzolari, Presidente Legacoop Bologna: “E’ necessario e urgente trovare nuove soluzioni per superare la crisi. Il ruolo della politica è oggi più che mai fondamentale affinchè si crei quella rete di relazioni con le forze economiche della città per individuare insieme azioni e strumenti di rilancio. Quello che serve – continua Calzolari – è un livello di spessore, che ci eviti di cadere nella retorica del passato, quella che ricorda la Bologna di una volta, la Bologna che non c’è più. Va recuperato quel capitale da rileggere in relazione a nuove esigenze, che collocano la nostra città in un orizzonte più ampio, sovra-regionale, di area vasta. Come si legge nel PTR – conclude il presidente -, Bologna ha un ruolo di primaria importanza, di guida, per la crescita del territorio emiliano-romagnolo, un ruolo che deve ricoprire con la massima determinazione. La cooperazione crede fortemente, per sua vocazione, in questa nuova progettualità ed è disponibile a intraprendere un percorso condiviso di confronto con istituzioni e altri operatori economici locali. Dobbiamo guardare avanti, per dare il via una nuova stagione”. Carlo Cimbri, Amministratore Delegato UGF, ha focalizzato l’attenzione sul tema della competitività. “Bisogna avere il coraggio di crescere, confrontarsi con altre realtà, lasciare le sicurezze di sistemi noti e mettersi in gioco per competere – anche all’estero -, giocando con nuove regole e utilizzando nuovi strumenti. Questo coraggio nel mondo cooperativo c’è, e le imprese stanno diventando interlocutori centrali nei tavoli decisionali. Oggi bisogna essere in grado di fare rete, utilizzando una strategia unitaria. L’impresa deve mettere a sistema il know how di cui dispone per raggiungere nuovi mercati nazionali e internazionali, conservando però radici, testa e cuore nel territorio che così bene interpreta. E’ dunque necessario ricreare le condizioni ideali ad attrarre a Bologna nuovi investimenti, affinché torni ad essere nuovamente competitiva, perché, ad oggi, non lo è”. Sempre sul tema della competitività interviene Luigi Odorici, Vice Direttore Generale Gruppo BPER, che sottolinea il peso del vuoto politico e la necessità di intervenire affinchè si affrontino le urgenze del territorio in maniera efficace. “Razionalizzare, innovare ed essere più lineari: queste le metodologie di intervento. Il modello cooperativo tiene durante la crisi per la sua caratteristica architettura, costruita su solidarietà e mutualità, ed è riuscita a non cedere a fughe nel mondo della finanza, pur costruendo rapporti con mondo del credito, fondati su richieste giustificate, coerenti e condivise”. A conclusione della mattinata sono stati consegnati i riconoscimenti del Premio “Cresciuti con Bologna”, giunto quest’anno alla sesta edizione. Premiati con due opere che rendono omaggio ad Andrea Costa nel centenario della sua morte, Marco Minella, Segretario Generale Camst, e Franco Lazzari, Presidente Cooperativa Ansaloni.

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