confindustria ER SISTRI: il click day si trasforma in un crack day


bologna 12 maggio Sono circa 4000 le imprese associate al sistema Confindustria in Emilia-Romagna che ieri hanno partecipato al “click day” sul Sistri, il nuovo sistema di gestione dei rifiuti da parte delle aziende che dovrebbe andare a regime nel prossimo giugno: tutte sono sostanzialmente insoddisfatte degli esiti della prova, perché il sistema ha dimostrato di non essere in grado di reggere l’enorme flusso di accessi per l’espletamento delle ordinarie attività di caricamento dei dati. Alcune decine di aziende emiliano-romagnole erano state selezionate da Confindustria per monitorare la prova odierna di oggi in collegamento con il Ministero dell’Ambiente: anche queste hanno in generale segnalato in un primo momento lentezza nel caricamento dei dati e poi, verso metà giornata, un vero e proprio blocco del sistema che non ha consentito alcuna prosecuzione delle attività di gestione dei rifiuti. Si tratta di un insuccesso largamente preannunciato da Confindustria, che ha più volte richiesto al Ministero di realizzare un avvio graduale del Sistri e test di funzionamento periodici per valutare la reale capacità del sistema di consentire centinaia di migliaia di accessi in contemporanea. Purtroppo il Ministero dell’Ambiente non ha recepito queste proposte ed oggi ci troviamo, alla vigilia dell’entrata in vigore, a ragionare su un sistema che appare ancora troppo fragile per dare attuazione agli ambiziosi compiti per cui è stato realizzato. “Le imprese sono assolutamente disponibili – dichiara Savino Gazza, Presidente della Commissione Energia e Sviluppo sostenibile di Confindustria Emilia-Romagna – ad un sistema di gestione dei rifiuti che garantisca trasparenza e tracciabilità, ma devono essere messe nella condizione di farlo. Quello che più colpisce è la carenza di attenzione da parte del Ministero verso le esigenze delle aziende, che negli ultimi due anni si sono trovate a dover apprendere un nuovo sistema di gestione, modificare la rete informatica aziendale per rispondere al nuovo sistema informatico, pagare significative somme di denaro, e il tutto a fronte di un servizio che, a meno di venti giorni dal suo avvio, dimostra di non funzionare. Ciò significa – sottolinea Gazza – appesantimento burocratico senza precedenti (dato che si usano due sistemi di gestione, cartaceo e informatico), aumento dei costi a fronte di disservizi e nessun vantaggio dal punto di vista della gestione e della salvaguardia ambientale”. L’avvio di un sistema così delicato come quello riferito alla gestione dei rifiuti deve poter contare su una piattaforma tecnologica tale da essere infallibile. I rischi di un suo malfunzionamento sono infatti troppo elevati sia sotto il profilo della tutela ambientale sia per ciò che riguarda l’attività d’impresa, che rischia non solo di bloccarsi – visto che lo stop alla gestione dei rifiuti aziendali determina anche lo stop della produzione – ma anche di subire pesanti sanzioni. “Per queste ragioni – conclude Gazza – le imprese dell’Emilia-Romagna chiedono al Ministro dell’Ambiente di rinviare di almeno un anno la data di entrata in vigore del Sistri affinché si possa testare adeguatamente l’efficienza del sistema, e chiedono una moratoria di pari data circa i pagamenti dei tributi legati al Sistri”.

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