Crisi suinicoltura, da Bologna le richieste del “tavolo regionale” al Ministro Romano.


bologna 12 aprile -Un accordo quadro nazionale tra allevatori e trasformatori con l’obiettivo di dare certezze per quanto riguarda le quantità produttive, le caratteristiche qualitative del suino, i meccanismi di formazione dei prezzi e la gestione dei nuovi sistemi di classificazione delle carcasse. Ma anche la messa a punto entro l’estate di un Piano nazionale di settore con risorse adeguate su base pluriennale per sostenere il comparto nella gestione di alcune particolari criticità: ristrutturazione del debito, promozioni sui mercati esteri, ricerca e innovazione, misure di accompagnamento al decollo della etichettatura europea e del Sistema Qualità Nazionale delle carni.Alla vigilia dell’apertura a Reggio Emilia della Rassegna suinicola internazionale sono queste le richieste che arrivano dal tavolo regionale della filiera suinicola che si è riunito ieri a Bologna presso la sede della Regione, per esaminare le azioni di contrasto alla crisi della suinicoltura pesante. Al termine dell’incontro, cui è intervenuta anche la neo presidente nazionale dell’Associazione industriali delle carni, Lisa Ferrarini, i rappresentanti delle Associazione professionali agricole, cooperative e dei sindacati dei dipendenti hanno condiviso le proposte dell’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che ora verranno sottoposte al ministro delle politiche agricole Saverio Romano, alle altre Regioni del nord, al sistema bancario. In particolare Rabboni ha annunciato che chiederà al Ministro la convocazione di un incontro nazionale.Non solo. “Il settore è alle prese con una perdurante crisi dovuta al divario tra la stagnazione dei prezzi della carne e l’aumento dei costi di produzione a partire da quelli dei mangimi – ha spiegato Rabboni – qualora si incontrassero difficoltà a dare corso a queste due iniziative, di fronte all’inerzia nazionale proporremo alle Regioni del nord Italia di promuovere congiuntamente un accordo quadro interregionale, dal momento che in questi territori si concentra la maggior quota di allevamenti e di industrie di trasformazione. Come sta avvenendo per il pomodoro da industria, potrebbe dunque essere costituito uno specifico Organismo Interprofessionale interregionale della filiera suinicola.”Le iniziative in corso in Emilia-Romagna per il comparto suinicoloA sostegno della ristrutturazione del debito è già disponibile in Emilia-Romagna una convenzione tra Regione, ISMEA e Agrifidi regionali che nelle prossime settimane verrà riproposta agli allevatori e alle banche. Inoltre per l’ammodernamento del comparto la Regione ha concesso contributi nell’ultimo biennio per complessivi 25 milioni di euro tra misure a investimento, progetti di filiera e miglioramento del benessere animale. La Regione infine sta lavorando ad una riduzione dei carichi amministrativi per gli allevamenti. L’occasione è l’aggiornamento del piano d’azione regionale in attuazione della direttiva nitrati dove si prevede di eliminare l’obbligo della comunicazione degli spandimenti per le aziende prive di allevamenti e una imminente proposta di legge della Giunta regionale per dare vita ad un Registro Unico dei Controlli da svolgere presso le aziende agricole.

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