EURISC – Il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF Aumento in doppia cifra per i finanziamenti richiesti dalle imprese: +12% ad agosto 2012; +0,3% dall’inizio dell’anno


BOLOGNA 11 SETTEMBRE Malgrado la perdurante debolezza del quadro congiunturale, le imprese italiane non hanno smesso di rivolgersi al sistema bancario per richiedere crediti per finanziare gli investimenti o sostenere l’attività ordinaria. In effetti, il numero di finanziamenti richiesti da parte delle imprese italiane (analizzati sulla base delle anagrafiche riconducibili sia a imprese individuali sia a società di persone e capitali), nell’ultimo aggiornamento riferito al mese di agosto, non solo conferma l’andamento positivo degli ultimi mesi, ma fa addirittura registrare una crescita in doppia cifra, +12% ponderato a parità di giorni lavorativi rispetto allo stesso mese del 2011.Non succedeva da gennaio 2011, quando l’incremento era stato del +10%, e per trovare una variazione più sostenuta bisogna tornare indietro addirittura fino all’agosto 2010 (+12%).Queste evidenze emergono dal Barometro CRIF sulla domanda di credito da parte delle imprese italiane, elaborato sulla base del patrimonio informativo di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 8 milioni di posizioni creditizie attribuite a utenti business.Analizzando la domanda aggregata nei primi otto mesi del 2012, emerge una sostanziale stabilità rispetto al corrispondente periodo del 2011 (+0,3%), che si mantiene anche in riferimento agli anni precedenti.“In Italia la domanda interna continua a mostrare segnali di debolezza, che si riflette sulla continua erosione della redditività delle imprese e, conseguentemente, della loro capacità di autofinanziamento – commenta Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF -. Per questa ragione le imprese hanno mantenuto elevata l’esigenza di credito anche in questa fase di congiuntura negativa. Questo però si scontra con la maggiore cautela da parte degli istituti di credito, alle prese con le difficoltà nel funding, requisiti di capitale più stringenti e la rischiosità dei propri portafogli di clientela. Da questo deriva la conseguente necessità di selezionare gli impieghi anche in funzione del merito creditizio, che sembra condizionare in particolare le piccole e medie imprese, tradizionalmente sottocapitalizzate, caratterizzate da una minore disponibilità di risorse da investire nello sviluppo, limitato potere contrattuale, inferiore capacità di cogliere le opportunità derivanti dalla globalizzazioni dei mercati”.Analizzando la domanda di credito da parte delle imprese in funzione dell’importo emerge che nei primi 8 mesi dell’anno in corso il 32% delle richieste si è concentrato nella fascia fino a 5.000 Euro (nei primi 8 mesi 2011 in questa classe si collocava quasi il 37% delle richieste), seguite da quelle comprese tra 20 e 50.000 Euro (21% del totale, erano il 20% nei primi 8 mesi 2011) e da quelle oltre i 50.000 euro (18% sia nel 2012 che nel 2011) e tra 10 e 20.000 Euro (18%, erano 16% nello stesso periodo del 2011).Infine, relativamente all’importo medio dei finanziamenti complessivamente richiesti, i primi 8 mesi del 2012 confermano una sostanziale stabilità, assestandosi a 57.425 Euro (+0,1% rispetto al pari periodo 2011).Entrando maggiormente nel dettaglio, l’importo medio dei finanziamenti richiesti dalle imprese individuali è stato pari a 31.651 Euro contro una media di 75.698 Euro richiesti dalle società.

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