UNICREDIT VARA IL RIASSETTO OPERATIVO


BOLOGNA 11 LUGLIO Il Cda di UniCredit ha approvato ieri un progetto finalizzato a un nuovo assetto organizzativo che accorcerà in Italia la catena tra clientela e country chairman e a livello di gruppo cercherà di risolvere l’annoso dilemma tra banca internazionale e banca locale.Il completamento del progetto, che oggi ha ricevuto l’ok unanime del consiglio, è atteso entro fine 2012 e l’operatività è prevista a partire dall’1 gennaio 2013, come spiegato dal Ceo Federico Ghizzoni.Lo schema divisionale viene superato con la maggior parte delle competenze, oggi appannaggio di Family & Sme (famiglie e piccole e medie imprese) e Private Banking, che verranno delegate ai singoli paesi con più responsabilità per i country chairman.La Divisione Corporate & Investment Banking, invece, rafforzerà ulteriormente il proprio focus su multinazionali e grandi clienti.”L’Italia è il paese soggetto a maggiori cambiamenti dovuti al fatto che il network è di dimensioni maggiori e perche c’è un programma di turnaround in corso”, ha spiegato Ghizzoni.Il country chairman resterà Gabriele Piccini che avrà la responsabilità del business e riporterà direttamente a Ghizzoni. Sotto Piccini ci saranno sette direttori regionali in una struttura “più snella, più rapida e con molte più deleghe sul territorio”, ha proseguito l’AD.L’attuale direttore generale Roberto Nicastro manterrà la supervisione per il supporto territoriale e, sia in Italia sia negli altri paesi, per l’evoluzione strategica del network e del multicanale.Per ciò che riguarda la Germania, dove l’80% dell’attività è rappresentata dal Corporate & Investment Banking, il country chairman riporterà a Ghizzoni che però delegherà l’attuale capo del CIB Jean-Pierre Mustier “con l’obiettivo di massimizzare le sinergie e la cooperazione tra la divisione CIB e le attività di banca commerciale locale, entrambe in UniCredit Bank AG”.I country chairman di Austria e Polonia riporteranno sempre a Ghizzoni che delegherà in questo caso Nicastro il quale manterrà anche la supervisione dei paesi Cee visto che il ruolo di hub di Bank Austria resta invariato.Si rafforza infine il ruolo della holding sui controlli interni, la gestione della performance e la supervisione di temi e processi chiave.Ghizzoni non anticipa numeri di possibili sinergie ma afferma che “la possibilità di impattare su ricavi e costi è molto più ovvia” con questa nuova struttura.Non si è ancora parlato di quale possa essere l’impatto del riassetto organizzativo in termini di filiali. “Nel 2009-2011 – ha ricordato Ghizzoni – UniCredit ha tagliato 800 filiali in Italia senza traumi o problemi particolari.”Il piano ne prevede altre 200 in meno ma per me è molto importante sviluppare canali integrati. Poi capiremo se saranno sufficienti le filiali attuali, se ce ne vorranno di più o di meno”, ha aggiunto.”Noi pensiamo aver eliminato il grande dilemma tra banca internazionale e banca locale. Manteniamo lo spirito di banca internazionale e siamo player europei primi in diverse classifiche. Abbiamo però anche scelto di dare piu responsabilita localmente”, ha poi commentato.Il processo è stato gestito in modo trasparente con i consiglieri con due passaggi nel comitato strategico e l’approdo al Cda con la maggior parte delle osservazioni sollevate nelle precedenti riunioni già risolte. “Si arriva dunque al consiglio senza problemi e si ottiene, come avvenuto oggi, unanimità di consensi”, ha concluso Ghizzoni.

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