COOPERATIVE:CONSUNTIVO LEGACOOP E-R,PRODUZIONE A 30 MILIARDI


bologna 11 luglio Galleggiare in un quadro economicoche continua a non essere bello, e che “se continua cosìcolpirà anche noi”. Perchè la crisi che stiamo ancoraattraversando, nonostante la ‘fragile ripresa’, non è unostacolo di percorso, ma la fine di un’epoca. E’ in questachiave che il presidente, Paolo Cattabiani, ha presentato i dati2010 e le stime per il 2011 di Legacoop Emilia-Romagna.Alla fine del 2010, sono 1.427 le coop associate con un valoredi produzione di 30 miliardi e un patrimonio di 15. I soci sonocirca 2,410 milioni, 156mila gli occupati pari a circa l’8% deltotale regionale al netto del pubblico impiego. “Il contesto nel quale ci muoviamo – ha detto Cattabiani -vede una timida inversione di tendenza che però non si traducein posti di lavoro. Calano anche i consumi alimentari. Perquesto siamo d’accordo con la proposta del presidente Errani dipassare dal patto per attraversare la crisi a un patto per lacrescita sostenibile”. Per Cattabiani, infatti, la regione èalle prese con la fine di un “lungo ciclo espansionisticodurato qualche decennio. Un ciclo che non è sospeso, ma che siè chiuso. Usando un’immagine – ha detto – potremmo dire che nonc’è un albero sulla strada, ma che siamo di fronte a unfossato. Non basta una ruspa. Dobbiamo costruire un ponte,recuperare un sistema territoriale”. Tra i settori nei quali operano le cooperative di Legacoop, risultati di esercizio negativi per produzione lavoro e turismo(ma con segnali di ripresa) e per il settore degli spettacoli.Le tendenze del 2011 vedono, sul valore della produzione, unaleggera diminuzione per il settore dell’abitazione e unadiminuzione per quello di spettacoli ed editoria. Settori per iquali è stimata anche una diminuzione dei margini d’eserciziosul 2010: un calo che dovrebbe coinvolgere anche produzionelavoro, servizi, consumo e pesca. Nel 2010, 46 coop hannoaderito alla Lega, la maggior parte nel settore sociale mentreproblemi di accesso al credito iniziano a riguardare, oltre allepiccole cooperative, anche quelle più grandi. Secondo Cattabiani, i prossimi due anni saranno fondamentaliper ridisegnare il welfare della regione. Una riforma cheLegacoop vede come una possibilità per allargare i confini delwelfare grazie al contributo di altri soggetti (“e noi cisiamo”, ha detto). Dalla Lega si pensa anche a un recuperodelle società di mutuo soccorso per valutarne l’efficacia in uncontesto completamente diverso rispetto a quello in cui sononate. Sul piano dell’occupazione, infine, l’obiettivo √® quellodi un programma di promozione di nuove cooperative da lanciarein autunno: tutoraggio e microcredito i possibili sostegniipotizzati.

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