Ancc-Coop; 2012 annus horribilis, ulteriore tempesta in 2013 – Coop prevede che le vendite a fine anno si attesteranno a 13,2 mld di euro (+1% a/a)


BOLOGNA 10 SETTEMBRE Coop prevede che le vendite a fine anno si attesteranno a 13,2 mld di euro (+1% a/a).Lo ha dichiarato Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia, durante la presentazione del “Rapporto Coop 2012-Consumi, distribuzione”, precisando che “Coop non puo’ non risentire della generale crisi economica, ma nonostante il contesto fortemente sfavorevole segna, nei primi 8 mesi del 2012, un incremento delle vendite dell’1,1%”.I 13,2 mln di fine anno, ha aggiunto Tassinari, sono un dato “non scontato perche’ il mercato presenta andamenti ancora molto critici, in particolare nel Sud Italia (-5% il trend a volumi).Per quanto riguarda poi il piano di sviluppo 2012-2014, Coop prevede di aprire 71 nuovi punti vendita (62 supermercati e 9 ipermercati) con oltre 400 mln di investimenti. La stima di fatturato a regime e’ pari a 800 mln euro. Il 2012 e’ un annus horribilis per l’intera area euro, ma in Italia si soffre di piu’. Se nel 2007 il reddito pro capite degli italiani era pari al 91% di quello tedesco, nel 2011 siamo scesi all’84% e l’andamento dei redditi rispecchia inevitabilmente la perdita di posizioni del nostro Paese in termini di sviluppo.E’ quanto emerge dal Rapporto Coop 2012 “Consumi e Distribuzione” redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione scientifica di Ref. Ricerche e il supporto d’analisi di Nielsen.Viene spazzata via anche l’immagine degli italiani risparmiatori: il 25% delle famiglie infatti e’ costretto a indebitarsi pur di andare avanti. E anche l’immagine dell’Italia come Paese “gaudente” stenta a mantenersi in piedi: nel confronto europeo gli italiani danno un giudizio appena sufficiente della loro felicita’ (6,1 mentre in Francia il dato raggiunge il 7, in Germania il 6,7, nel Regno Unito il 6,9 e in Spagna il 6,5).L’Italia poi e’ sempre piu’ il Paese delle differenze: un decimo degli italiani detiene quasi meta’ della ricchezza del Paese (esattamente il 46% pari a circa 8 volte il reddito disponibile e rappresentata prevalentemente da abitazioni) e convive con il 30% piu’ povero che si accontenta dell’1% della ricchezza netta totale. E sul fronte del consumo avanza un nuovo tipo di austerita’ dove la spesa intelligente non basta piu’ e dove e’ arrivato invece il tempo delle rinunce.”Su uno scenario negativo che interessa tutta l’Europa”, sottolinea Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia, si colgono le avvisaglie di una ulteriore tempesta in arrivo per il 2013 con un’inflazione in crescita che potrebbe raggiungere i livelli del 2007-2008. Gia’ registriamo rincari dei listini che sfiorano il 5%, un dato che si aggiunge al calo dei consumi degli italiani. Si presenta cosi’ una situazione insostenibile per la distribuzione moderna che fino ad ora ha assorbito gran parte dell’inflazione”.

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