CONSORZIO NAZIONALE BIETICOLTORI – le proposte per i secondi 50 anni


BOLOGNA 10 GIUGNO Legare il prezzo delle bietole a quello dello zucchero è l’elemento centrale della “terapia d’urto” necessaria per il rilancio del settore bieticolo-saccarifero italiano. Questa la proposta del Consorzio Nazionale Bieticoltori (C.N.B.) illustrata a Zola Predosa (Bologna) nel corso dell’Assemblea del Cinquantenario (1961-2011) dell’organizzazione. “Va completamente rovesciata la preoccupante tendenza che vede la bieticoltura italiana al suo minimo storico con 46/47.000 ettari – ha dichiarato nella sua appassionata relazione il Presidente del C.N.B., Alessandro Mincone – con una proposta efficace ed efficiente che riporti la barbabietola da zucchero tra le opzioni colturali primarie e nel contempo rigeneri la fiducia tra gli agricoltori, recentemente orientatisi verso altre colture più remunerative, anche a causa dei gravi nel pagamento degli aiuti nazionali da parte di Governo ed Agea, di una campagna 2010 non esaltante, di condizioni climatiche sfavorevoli durante le semine”.Secondo il C.N.B. ritornare a produrre la quota nazionale è un imperativo assoluto ed a tal fine occorre definire con urgenza gli accordi interprofessionali per la prossima campagna, con un prezzo bietole di almeno 50 €/ton per il Nord e di almeno 55 €/ton per il Sud, prezzi, questi, minimi garantiti.Nel caso in cui il prezzo di mercato dello zucchero si attestasse su buoni livelli, i prezzi minimi poc’anzi ricordati potrebbero aumentare in base al seguente meccanismo: fissato un prezzo dello zucchero compatibile con il conto economico delle diverse società saccarifere, vengono suddivise tra parte agricola ed industriale quelle somme che dovessero generarsi dal maggior prezzo dello zucchero rispetto a quello preso a riferimento.Questa impostazione, ha aggiunto Mincone, sarebbe una novità molto apprezzata dagli agricoltori perché li renderebbe protagonisti assieme all’industria di un processo peraltro da loro stessi più volte auspicato, acquisendo anche maggiori garanzie per il futuro e la possibilità concreta di un reddito migliore.Punto qualificante nella formazione del prezzo bietole è la conferma dei 5,90 euro/ton derivanti dalla trasformazione in biogas delle polpe surpressate di spettanza per la produzione di energia elettrica, secondo il progetto di cui il C.N.B. si era fatto promotore tre anni fa ed oggi condiviso da tutta la filiera. Per il C.N.B., inoltre, la “terapia d’urto” deve prevedere anche il saldo bietole anticipato rispetto al passato, collocandolo al 15° giorno dopo la fine dei ricevimenti, per presentarsi alla contrattazione 2012 con tutti i pagamenti dell’annata precedente già effettuati, il che costituirebbe un’altra novità assoluta e di grande impatto tra i bieticoltori. Il C.N.B., infine, ha proposto di portare la dotazione finanziaria dell’art.68 per il settore a 30 milioni di euro.Il quadro delle proposte del C.N.B. ha trovato ampia condivisione tra i rappresentanti delle istituzioni, del mondo agricolo e sindacale, delle altre associazioni bieticole e delle industrie saccarifere, che hanno anche accolto l’invito a stringere i tempi per approfondire i meccanismi applicativi e giungere rapidamente alla stipula dei nuovi accordi interprofessionali.In definitiva dal dibattito è emerso un giudizio positivo ed unanime nei confronti di una impostazione e di un “progetto forte – come ha sottolineato il Presidente Mincone – nei confronti dei diversi soggetti coinvolti: per il Governo, al quale in questa fase si chiede di procedere rapidamente al pagamento del pregresso, mentre la filiera in modo autonomo si impegna a salvare un settore strategico per l’economia del Paese; per i sindacati perché si mantiene una fetta significativa di occupazione; per gli agricoltori perché si conserva un’opzione colturale di grande importanza; per l’industria che così avrebbe un arco temporale adeguato per ammortizzare gli investimenti.

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