UNIPOL- FonSai: Sator-Palladio impugnano delibera aumento di capitale


BOLOGNA 10 MAGGIO Sator e Palladio hanno deliberato di impugnare le delibere dell’assemblea FonSai dello scorso 19 aprile per quanto riguarda l’aumento di capitale e l’autorizzazione all’emissione di una nuova categoria di azioni di risparmioI due investitori ritengono infatti che Premafin “per effetto della mancata pubblicazione dell’impegno assunto con UNIPOL in data 29 gennaio, rilevante sotto il profilo parasociale come indicato da Consob, abbia espresso illegittimamente il proprio voto, che e’ risultato determinante ai fini del raggiungimento della maggioranza richiesta per l’adozione delle deliberazioni”Successivamente all’assemblea, infatti, la Consob ha stabilito che la manleva accordata da Ugf agli amministratori uscenti del gruppo Premafin si configurasse come patto parasociale, che pero’ non era stato dichiarato come tale. Di qui la possibilita’ di impugnare le delibere assembleari in quanto la mancata dichiarazione del patto priva gli azionisti del diritto di voto. Per quanto riguarda l’esistenza di accordi, Sator e Palladio comunicano di aver integrato il proprio patto di consultazione “al fine di estendere gli obblighi reciproci di Arepo PR e Palladio Finanziaria all’esercizio vincolato del diritto di voto inerente la partecipazione nell’assemblea dei soci FonSai chiamate ad esprimersi sull’Aumento di Capitale e all’acquisto di azioni FonSai in virtù della sottoscrizione dell’Aumento di Capitale”. Infine Sator e Palladio hanno presentato una memoria alla Consob in merito all’applicabilita’ “della disciplina relativa alla esenzione in capo a UGF dell’obbligo di OPA in relazione alle operazioni previste nell’Accordo con Unipol ed in particolare con riferimento all’applicabilita’ dell’art. 49, comma 1, lettera g) del Regolamento Emittenti, previsto a tutela dei diritti degli azionisti di minoranza”L’articolo subordina l’esenzione dall’Opa, oltre che alla presenza di una situazione di crisi, anche al fatto che in assemblea non abbia votato contro la fusione piu’ della meta’ dei soci di minoranza.

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