Blocco infrastrutture, preoccupazione di sindacati e cooperative


Il blocco degli investimenti infrastrutturali e l’attesa per gli studi costi-benefici del governo preoccupa i sindacati dell’Emilia Romagna. In una nota i segretari generali di Cgil-Cisl-Uil Emilia-Romagna dichiarano che “le decisioni del Governo e del Ministro Toninelli, assunte senza il coinvolgimento del territorio, rischiano di segnare negativamente le possibilità di crescita economica ed occupazionale per l’Emilia-Romagna per i prossimi decenni”. A giudizio dei sindacati, viene spiegato in una nota, “questo atteggiamento è tanto dannoso quanto incomprensibile. Riteniamo pertanto che sia giunto il momento che le forze economiche e sociali del territorio facciano sentire con forza la propria voce”. Quindi, concludono Cgil-Cisl-Uil, “per queste ragioni chiediamo al presidente della Regione Emilia-Romagna di convocare urgentemente le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali per analizzare le conseguenze delle decisioni del Governo e mettere in campo le necessarie iniziative”. E se lo stato delle infrastrutture allarma i sindacati, anche il presidente di Confcommercio-Ascom Bologna, Enrico Postacchini osserva come la Città Metropolitana di Bologna abbia “bisogno rapidamente di infrastrutture per gestire in maniera adeguata la richiesta di mobilità che arriva da imprese e cittadini”.

Sul tema è intervenuta anche l’Alleanza delle Cooperative dell’Emilia Romagna, che affida a una nota le sue critiche agli stop: “Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli ha fatto sapere di avere trasmesso ad Autostrade un nuovo progetto per affrontare le criticità del nodo autostradale di Bologna. Al di là del merito del progetto, che commenteremo quando sarà disponibile e pubblico, esprimiamo il nostro sconcerto per un modo di operare sul territorio anziché col territorio e con le forze sociali, economiche e istituzionali che, in questi anni difficili hanno dimostrato di sapere rispondere in modo efficace per rilanciare l’economia e l’occupazione, mantenere alta la coesione sociale e i servizi. Ci auguriamo che il ministro riveda questa modalità di rapportarsi col territorio e si confronti, come egli stesso aveva dichiarato, con le istituzioni regionali alle quali, attraverso il Tavolo del Patto per il Lavoro, abbiamo dato mandato di approfondire tutte le questioni che riguardano le maggiori infrastrutture attese e necessarie per Bologna e per la nostra regione. Queste infrastrutture sono state oggetto di un lungo confronto tra istituzioni, rappresentanze economiche, sociali e i cittadini e sono considerate indispensabili per lo sviluppo equilibrato e duraturo dell’Emilia-Romagna, regione che quotidianamente deve confrontarsi con le economie più avanzate d’Europa. L’attuale nodo autostradale di Bologna evidenzia ogni giorno di più la sua inadeguatezza. Può considerarsi una vera e propria tassa in termini di tempo e di denaro che tutti – cittadini e imprese – pagano stando fermi in coda, senza dimenticare gli effetti sulla qualità dell’aria. Risolvere questo problema rappresenta una priorità strategica la cui importanza travalica i confini regionali, trattandosi di un nodo di rilievo nazionale; è arrivato il momento di adottare iniziative concrete e condivise, non possiamo permetterci ulteriori rinvii”.

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