Blocchi alla Granarolo. L’azienda: “istituzioni intervengano”


Granarolo “si appella alle istituzioni della città per porre fine a questo stato di cose. Ci appelliamo alla opinione pubblica che deve essere messa a conoscenza di quanto sta accadendo in città”. Si conclude così l’appello del colosso cooperativo dell’alimentare. Una lettera aperta in cui l’azienda denuncia i blocchi ai suoi cancelli e quelli delle aziende che lavorano per lei, che da mesi vengono messi in atto da SiCobas con militanti dei centri sociali, nell’ambito di una vertenza che riguarda i dipendenti di una coop del facchinaggio un tempo subfornitrice di Ctl, società che gestisce la piattaforma distributiva di Granarolo. Da maggio i blocchi e gli scontri ai cancelli si sono succeduti con cadenza quasi settimanale.

 
Le denunce fino a fine ottobre erano state 179. Ieri ci sono stati nuovi momenti di tensione. Ancora una volta, spiega Granarolo, “la produzione è andata persa perché il latte dei nostri allevatori è rimasto nelle cisterne”. Ora l’azienda vuol prendere posizione “contro questi soprusi e farlo sapere alla città”. “Ai bolognesi, ai nostri consumatori, alle Istituzioni cittadine vogliamo dire che alla Granarolo non è in atto alcuna vertenza sindacale, che nessuno dei nostri lavoratori sta scioperando contro la nostra azienda, che chi staziona in queste ore davanti ai nostri cancelli non ha niente a che fare con noi”.

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