Bissoni: “I dati del Governo sul deficit sanitario sono fuorvianti”


BOLOGNA, 28 LUG. 2009 – Si allarga il dibattito relativo al cosiddetto "rapporto Welfare" che, sui conti della sanità, evidenzierebbe un deficit, a livello nazionale, dell’ordine di quattro miliardi di euro per il 2008. Così, almeno, risulta al Governo, che sulla base di questi dati ha deciso venerdì scorso di commissariare la sanità della Campania e del Molise.Dopo il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani, interviene nella vicenda anche Giovanni Bissoni, assessore regionale alle Politiche per la salute dell’Emilia-Romagna. "I dati pubblicati sui quotidiani –  tiene a precisare –  si riferiscono ai risultati di gestione della sanità senza considerare gli interventi finanziari regionali e come tali, in un sistema ormai cofinanziato dove le risorse non sono solo quelle del Fondo sanitario nazionale, risultano parziali e fuorvianti".Bissoni spiega che i dati fanno riferimento alla fase istruttoria, compiuta dal ministero dell’Economia nell’ambito di uno specifico "Tavolo tecnico" che verifica annualmente le misure di copertura della gestione del settore sanitario da parte delle Regioni. "E’ il Tavolo tecnico – spiega l’assessore – che analizza poi le misure complessive di copertura adottate dalla singola Regione, evidenziando i risultati finali, comprensivi degli interventi finanziari regionali, siano essi stati assunti sin dalla fase previsionale che in corso d’anno". La Regione Emilia-Romagna, ad esempio, che nelle tabelle pubblicate risulta avere, per il 2008, un disavanzo pari a 37 milioni di euro, "valutate complessivamente le risorse a disposizione – precisa l’assessore – ha già superato positivamente la verifica come da certificazione ministeriale del 19 marzo 2009 con il pieno equilibrio economico finanziario". "La situazione economica del Servizio sanitario nazionale, alla luce delle previsioni della finanziaria per il 2010 (crescita zero del fondo) – conclude Bissoni – è sicuramente allarmante ed insostenibile come hanno unanimemente affermato i Presidenti delle Regioni italiane, così come pesante resta la situazione di una parte rilevante del Paese. Ma presentare dati parziali e inattendibili non aiuta certamente né il confronto né la soluzione dei problemi".

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