Bisoni in cda Unicredit, ma non senza problemi


Sarà Cesare Bisoni, docente universitario, già presidente di Meta, a rappresentare Carimonte Holding nel consiglio di amministrazione di Unicredit. Ma la scelta, avvenuta a maggioranza, lascia alle spalle una Fondazione Cassa di Risparmio di Modena spaccata verticalmente dopo il duro scontro sulla nomina voluto dal presidente Andrea Landi. Le dimissioni del presidente sfiduciato attese nei prossimi giorni appaiono scontate, ma il condizionale è d’obbligo. Ma vediamo con ordine. La Fondazione Cassa di Risparmio di Modena ha come veicolo finanziario Carimonte Holding (controllata al 60% mentre il 40 è alla Fondazione del Monte di Bologna). Carimonte holding detiene una quota di Unicredit e ha diritto ad un posto nel cda della banca di riferimento. Un posto importante per far valere il territorio all’interno di uno dei principali colossi bancari d’Europa. Bene, quel posto è occupato ininterrottamente da oltre trent’anni dal docente universitario Vincenzo Calandra Bonaura. L’esigenza di rinnovamento appariva evidente da tempo ed era stata esplicitamente richiesta da una parte del cda già tre anni fa. Giunti al momento della scelta, il presidente Landi si è irrigidito e ha fatto muro per riproporre Calandra. Chi invece chiedeva un rinnovamento puntava su Domenico Trombone, modenese,commercialista e già ad di Carimonte Holding. Landi ha continuato a riproporre Calandra, nonostante il voto negativo del cda e la contrarietà dello stesso consiglio di indirizzo della Fondazione (che ha fatto mancare il numero legale). Modena aveva la scadenza improrogabile del 17 aprile per proporre il proprio nome in Unicredit e ormai alla mezzanotte, dopo ore concitatissime, dal cilindro è spuntato il nome di Cesare Bisoni. Andrea Landi, presidente bocciato quattro volte dai consiglieri, potrebbe dimettersi prima della scadenza naturale (novembre), ma a questo punto il rinnovo quest’autunno degli organi della Fondazione diventa una verifica importante della capacità di Modena di lasciarsi alle spalle uno scontro distruttivo.

Il presidente Andrea Landi

“Il conflitto venutosi a creare in Fondazione tra il mio ruolo di Presidente e parte dei componenti il Consiglio di Amministrazione, ha determinato un grave danno di immagine a un ente che in questi 10 anni ha operato con trasparenza, capacità progettuale ed efficienza. Il danno riguarda anche l’attività svolta dalle due Fondazioni di Modena e Bologna in Carimonte, con evidenti riflessi sui rapporti da questa intrattenuti con Unicredit. E’ grave infatti che il conflitto si sia incentrato sul tema della nomina del rappresentante della banca mettendo in discussione l’azione che un Presidente tradizionalmente svolge. Ritengo che tale attività sia stata realizzata in maniera ponderata e opportunamente riservata, tenendo nella dovuta considerazione le esigenze manifestate dalle due Fondazioni socie di Carimonte, al fine di scegliere una persona autorevole e qualificata. Pretestuosa si è quindi rivelata la contrapposizione tra rinnovamento e conservazione delle cariche, come dimostra la soluzione emersa dal Consiglio di Carimonte, su indicazione della Fondazione di Modena – e dal sottoscritto particolarmente apprezzata – che ha individuato in Cesare Bisoni la persona capace di unire un’importante esperienza, maturata nel gruppo Unicredit, a una solida competenza in campo bancario, riconosciuta da entrambe le Fondazioni. La sfiducia manifestata dal Consiglio di Amministrazione nei confronti della mia attività apre una prospettiva di incertezza nel governo della Fondazione che sottoporrò alla valutazione degli Organi di Governo, con l’intento di ricercare soluzioni adeguate ed equilibrate nell’interesse della Fondazione”.

Il capogruppo di Forza Italia

Sul tema interviene anche il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Pellacani, che si dice preoccupato per la dimensione della spaccatura. “C’era da aspettarselo – attacca Pellacani – E’ ciò che succede quando chi viene nominato non è all’altezza del compito assegnato e cura i propri interessi e non quelli della città”. Da qui, il consiglio a Muzzarelli in vista delle nuove nomine in Fondazione di fare un referendum tra i cittadini per nominare 6 saggi che scelgano chi nominare e ma soprattutto promettano di lavorare gratuitamente.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet