Bisognava osare di più


BOLOGNA, 1 FEB. 2010 – Sono ormai una decina le partite disputate dal Bologna a Verona contro il Chievo. Ci sono pareggi e sconfitte in equilibrio e mai i rossoblu hanno prevalso portando a casa i 3 punti. Questa volta (1-1) ci sono elementi per discutere se non fosse l’occasione buona per provare a fare bottino pieno. Vale a dire festeggiare una prima volta e arraffare l’intera posta, il che sarebbe stato bellissimo per la classifica e un sacco di altre cose. A Bologna molti si chiedono come non si sia vinto questa partita. Rispondere qui vuol dire analizzare i 90’ ed esprimere qualche valutazione in proposito. Le cose erano andate ben fin dall’inizio. Al minuto 11 Di Vaio andava in gol grazie ad un assist ben calibrato di Modesto e tutte le manovre bolognesi filavano con ordine dando qualche pensiero al Chievo che non aveva nemmeno reagito granché allo svantaggio. La squadra di Colomba controllava il campo e certo non si poteva escludere di giungere in vantaggio al 90’. Poi la ripresa. Al 3’ grave indecisione di Raggi, ritardo di Moras nella marcatura e Pellissier (sempre lui!) insaccava e scriveva il pareggio. Ancora qualche minuto di confronto diciamo normale, senza particolari emozioni se non un bello spunto di Gimenez che però è stato un po’ ipnotizzato da Sorrentino. Quindi, prima lentamente e sotto traccia poi con chiarezza da ambo le parti, la partita si è come addormentata, cioè molti torelli, passaggi orizzontali, manovre nei 30 metri centrali e così via sino al termine. Insomma, almeno nella seconda metà delle ripresa, si è capito che i 22 erano come sazi del risultato in essere e non avrebbero sprecato in alcun modo una goccia soltanto di energia per cambiarlo. Tacita intesa, si usa dire, nulla di male ma poco carino a vedersi. Tutto qui. Poteva il Bologna fare di più? Ecco la domanda che aleggia, con la sottostante affermazione che, volendo, la vittoria era alla portata. Ora è difficile essere sicuri di ciò. Ma vi erano molte premesse del genere in quanto messo in mostra dai rossoblu nel primo tempo. Ha prevalso però un certo egoismo, quello del risultato comunque utile e della non sconfitta in un campo non troppo abbordabile in generale. E probabilmente, sia a causa del terreno di gioco come della esibizione effettuata è possibile anche che ad un certo punto le forze abbiano fatto un po’ difetto al Bologna, che allora ha preferito di gran lunga tirare i remi in barca. Il dio del pallone non voglia che si debbano amaramente rimpiangere questi 2 punti “mancanti” alla fine del campionato!Nella scora settimana molti commenti di ogni fonte si sono esercitati a commentare una mossa di mercato dei Menarini e di Baraldi, ovvero la cessione in comproprietà al Parma del giovanissimo attaccante Riccardo Pasi contro scambio alle medesime condizioni col giovane parmigiano Alessandro Elia. Perché tanti strali scoccati contro tale mossa? Perché se ne andava un ragazzo molto promettente, prodotto pressoché unico del vivaio,in un tempo in cui si profila l’idea di un cosiddetto progetto che con simili scelte sembra essere smentita. Tutti hanno detto e scritto di grave errore strategico: commenti tutti molto negativi. Anche avendo nella memoria la cessione di altri 2 giovanissimi, per ragioni in gran parte ancora ignote, ma certo non per rafforzare il Bologna. Uno, Albertazzi, sbolognato da Cazzola al Milan che continua una brillante carriera. L’altro, Borini, lasciato negligentemente partire per il Chelsea di Ancellotti, con debutto già avvenuto in premier, in Champions e nella nazionale under 21. Ecco che spaventa molto questo depauperare un po’ anche il futuro privandosi delle migliori forze giovani. Guai, secondo i critici, se questo volesse dire tornare a vivacchiare con gli orizzonti oscuri che si aprirebbero. Infatti non si capiscono le ragioni di queste operazioni se si intende pensare al futuro ed uno straccio si spiegazione sarebbe quanto mai necessario. Senza illusione, perché la trasparenza non è molto di casa nelle società calcistiche da queste parti.

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