Biotestamento, il governo: “Registri senza valore”


BOLOGNA, 24 GEN 2010 – All’immediata vigilia del voto in consiglio comunale di Bologna sull’istituzione del registro dei biotestamenti, il governo tuona contro l’iniziativa del Pd cittadino, che lunedì mattina, salvo clamorosi dietrofront, darà il via libera definitivo. A intervenire sul tema è stata il sottosegretario alla salute Eugenia Roccella, chiamata dal Pdl bolognese a intervenire in un convegno sul tema in Cappella Farnese. "Il registro dei Dat – ha detto – è un legittimo gesto di pressione politica, ma non un servizio per i cittadini: resta impraticabile e molto dubbio" e la legge ora alla Camera "non può contemplarli". Secondo Roccella, "eventuali richieste scritte in un testamento biologico sarebbero difficilmente compatibili con l’organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale", perché quest’ultimo è "orientato alla salvaguardia della salute e non vi si può condurre una persona sana alla morte". Inoltre i registri creati in altre città italiane finirebbero per essere spazzati via dalla legge che sarà discussa alla Camera a febbraio.Il governo derubrica dunque l’iniziativa bolognese (e di tanti altri Comuni emiliano-romagnoli e non solo) a un gesto di pressione nei confronti del parlamento, chiamato a discutere del biotestamento in febbraio. Un modo per creare un nuovo "caso giudiziario – dice Roccella – simile a quello Englaro", che potrebbe aprire problemi e contenziosi ad ogni livello.LA RISPOSTA – Al sottosegretario Roccella ha risposto a stretto giro il capogruppo Pd del Consiglio Comunale di Bologna, Sergio Lo Giudice. "Il sottosegretario si rassegni – ha detto – lunedì il Consiglio comunale voterà l’istituzione del registro". E Lo Giudice aggiunge: "Non mi stupisco, se fosse per lei non avremmo nemmeno la legge 194".

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