Biennale del Paesaggio, Carlo Petrini gioca in casa


REGGIO EMILIA, 27 APR. 2010 – Biodiversità, sviluppo sostenibile, rifiuto della velocità fine a se stessa. Saranno le tematiche care alla Biennale del Paesaggio quelle che il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, porterà a Reggio Emilia giovedì 29 aprile in un incontro pubblico, al quale seguirà poi la proiezione del film di Ermanno Olmi "Terra Madre". Temi che fanno dell’andamento lento un manifesto della vita di tutti i giorni, in filosofia come a tavola. E proprio politica e piacere sono le parole chiave che spiegano il successo di un movimento trasversale come quello fondato da Petrini, un’ascesa che inizia negli anni Ottanta, quelli di Cernobyl e del vino al metanolo, quando tutti sembravano rassegnati a subire ogni capriccio della modernità in nome della necessità del cambiamento. In quel contesto di globalizzazione prepotentemente in avanzo un gruppo di persone decide di andare contro il sistema in nome del gusto italiano e del mangiare genuino, a difesa delle tipicità dei territori e della biodiversità. E così si fa strada con consensi sempre più diffusi su tutto il territorio non solamente italiano la filosofia di valorizzare le economie di piccola scala, il lavoro e la qualità dei produttori locali. Oggi alle tematiche di Slow Food aderiscono con convinzione milioni di persone in tutto il mondo dall’Inghilterra all’Argentina, dal nord al sud, toccando centinaia di paesi e nazioni, piccoli borghi e grandi metropoli, a riprova che gli importanti mutamenti sociali e politici hanno spesso nella gastronomia e nell’alimentazione una leva potente e decisiva. Non si tratta, insomma di nostalgia per il passato o di un approccio romantico alla vita, quella di Petrini è una "ricetta" soprattutto politica che è in grado di coniugare sapientemente idealismo ed economia per influire sui grandi sistemi mondiali che si ripercuotono poi sulla vita quotidiana di tutti noi.  La collaborazione tra Slow Food e la Biennale del Paesaggio non è casuale, quelle portate avanti da Petrini sono infatti le linee guida sposate anche dalla Biennale di Reggio Emilia, che attraverso la sua programmazione sul territorio, così trasversale e multidisciplinare, cerca con impegno di sensibilizzare il vasto pubblico ad un approccio più ragionato e consapevole al paesaggio e all’ambiente che ci circonda. La Presidente della Provincia Sonia Masini, nella serata di presentazione delle attività della Biennale lo scorso 5 marzo al Cinema Al Corso, aveva proprio sottolineato la responsabilità che ogni cittadino ha verso le generazioni future "rispetto ai luoghi in cui viviamo che non sono nostri, non ci appartengono e il modo in cui operiamo su di essi sarà poi il patrimonio che lasceremo agli altri". La Presidente aveva infatti parlato con fermezza della consapevolezza che deve guidare da un lato le scelte dei politici e dall’altro quelle di ogni cittadino.  Petrini al Teatro Ariosto parlerà anche del suo libro "Terra Madre. Come non farsi mangiare dal cibo". Il libro ha un linguaggio facile, usa un vocabolario semplice che lo rende apprezzabile e interessante anche ai non addetti ai lavori o esperti del settore. Petrini ribadisce le sue teorie, già incontrare nel suo precedente lavoro "Buono, pulito e giusto", aggiornandole e analizzandole in contesti come la crisi mondiale. Inoltre, pone in essere un gravoso problema che si rivela poi il tema portante della sua opera: il modello mondiale di pensiero e sviluppo. Questo modello, a detta dell’autore, ha completamente fallito, non essendo in grado di trovare soluzioni innovative, se non nel sistema globale stesso che ha creato.Ponderando e offrendo un ampio ventaglio di ipotesi, soluzioni e conoscenze, il fondatore di Slow Food offre un’interessante soluzione in grado di arginare un "mondialismo" che, se continuerà ad essere cosi frenetico e incessante, rischierà seriamente di andare a intaccare la quotidianità dell’uomo. Per Petrini la crisi deve partire dall’alimentazione. "Il cibo è stato snaturato e siamo stati capaci di farlo diventare un mero prodotto consumistico privandolo dei suoi valori principali. Lo abbiamo talmente svuotato di significato che, allo stato attuale delle cose, lo consideriamo una merce qualsiasi, altamente insostenibile in tutte le sue fasi, dalla coltivazione all’atto del mangiare". Citando le parole contenute nel libro stesso, si capisce perfettamente da dove bisogna ripartire: "l’agricoltura e il cibo saranno la chiave per riprenderci le nostre vite". Dopo le parole "illuminate" di Carlo Petrini saranno le immagini e le storie raccontate da Ermanno Olmi nel film "Terra Madre" a concludere la serata.  Questo film-documentario trae la sua origine dal Forum Mondiale a Torino del 2006 organizzato proprio da Slow Food dove si affermava "Saremo la generazione che riconcilierà il genere umano con la terra." Prodotto dalla Cineteca di Bologna e ITC Movie, "Terra Madre" è frutto del lavoro di due anni, che ha visto impegnate ben sette troupes, composte in gran parte dagli studenti di Ipotesi Cinema, la non scuola di cinema fondata da Olmi nel 2001, attiva nella sede della Cineteca di Bologna.Chi meglio del regista dell’"Albero degli Zoccoli" per mettere in scena un progetto di sensibilizzazione nei confronti della politica e dell’economia del cibo, che inevitabilmente si ricollega all’importanza della tutela e del rispetto per il lavoro della terra? Oltretutto il lavoro di Olmi non si limita a mettere a fuoco una realtà nazionale, ma estende la visuale al lavoro di altri popoli. “Al Forum di Terra Madre ho riconosciuto i contadini come li ricordavo nelle nostre campagne, al tempo della mia infanzia”, dichiara Ermanno Olmi. “I volti dei contadini si somigliano in ogni angolo del mondo. Sono volti su cui si riconoscono le medesime tracce di vita, così come le fisionomie dei paesaggi con i campi arati, le colture, i pascoli.” L’ingresso al teatro è libro e gratuito a partire dalle ore 17.30. L’inizio è alle ore 18. Dopo questo orario non sarà  più possibile accedere alla sala. Per informazioni contattare la Segreteria Organizzativa Biennale del Paesaggio al numero 0522 444431/21 o via mail all’indirizzo info@biennaledelpaesaggio.it. Tutte le informazioni sono anche sul sito della Biennale del Paesaggio www.biennaledelpaesaggio.it. La Biennale del Paesaggio, quest’anno alla terza edizione, è sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia “Pietro Manodori”, Landi Renzo spa, KerSelf, Ccpl, Acanto, Coopsette, Conad, Enìa.

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