Berco, salta l’accordo:611 licenziamenti


COPPARO (FERRARA) – 02 AGO. 2013 – Nessun accordo, 611 licenziamenti. La vicenda Berco sembra avviarsi ad un triste epilogo. “La Berco si è assunta la responsabilità di mettere a rischio non solo il futuro dei 611 lavoratori per cui aveva avviato le procedure di mobilità, ma la sopravvivenza dell’intero gruppo siderurgico”. Così Guglielmo Gambardella, coordinatore di settore per la siderurgia della Uilm nazionale, commenta il mancato accordo tra la Berco , controllata dalla tedesca ThyssenKrupp, e i sindacati metalmeccanici. "L’azienda che ha il suo principale sito a Copparo in provincia di Ferrara – spiega Gambardella – non ha accolto l’ipotesi d’accordo proposto ufficialmente dal ministero del Lavoro e per tutta la durata del negoziato è rimasta rigida sulle proprie posizioni fingendo di voler fare un vero negoziato. Berco ha, invece, puntato solo praticare licenziamenti, una condizione inaccettabile per i sindacati e le istituzioni presenti al tavolo. Tale arroccamento ha vanificato proprio il lavoro delle istituzioni e le aperture offerte dalle organizzazioni sindacali che si erano rese disponibili anche a rinegoziare il salario aziendale. Poco prima della firma del verbale del mancato accordo la direzione generale del ministero del Lavoro ha respinto con vigore l’illazione che il testo proposto abbia tenuto in considerazione solo una delle parti. La verità è che il ‘management’ italiano di Berco, ed è bene ripeterlo, non ha mai svolto una trattativa,ma ha solo ribadito al tavolo la nefasta volontà di licenziare personale. Questa caparbietà fa male ai lavoratori, ai sindacati che li rappresentano e alle istituzioni italiane, come il governo, che hanno ricevuto questa notte un grave smacco. Ma, per un effetto a catena, non solo la proprietà dell’azienda in questione, ma anche la stessa capogruppo in Germania, rischiano di registrare delle ripercussioni negative a partire dall’imminente giudizio dei mercati". La proposta del ministro Giovannini prevedeva il ricorso a 12 mesi di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione con mobilità volontaria e incentivata, ricollocazione e formazione. Alla trattativa ha partecipato fino alla fine il presidente dell’Emilia Romagna Vasco Errani. La Berco ha circa 3.000 dipendenti, di cui circa 2.600 a Copparo (Ferrara), 100 a Busano Canavese (Torino), gli altri a Castelfranco Veneto (Treviso). Da giovedì scorso gli stabilimenti sono fermi per lo sciopero ad oltranza proclamato dai sindacati. "Sembra una ripicca della Thyssenkrupp dopo la condanna, l’impressione è che vogliano depotenziare la loro presenza in Italia". Lo dichiara Fabrizio Bellino della Fiom di Torino, che ha partecipato alla trattativa con la Berco al ministero del Lavoro. "Non era mai accaduto un fatto così grave – osserva – è un macigno terribile, vergognoso, drammatico. Un problema palesemente politico. L’azienda non ha neanche preso in discussione la proposta del ministro, sembrava tutto già deciso nonostante i 75 giorni di trattativa. Auspichiamo un ripensamento e il ritiro dei licenziamenti".

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