Bellco riparte dal distretto di Mirandola


MIRANDOLA (MO), 26 GIU. 2012 – Bellco giura fedeltà a Mirandola, e proprio sulla volontà di rimanere nel distretto sta impostando il riavvio della produzione dopo il terremoto. A meno di un mese dalla scossa del 29 maggio, l’azienda leader del biomedicale ha ripristinato le attività di fornitura e ricerca. Duecentotrentasei dipendenti del gruppo sono già a pieno servizio, e gli altri 125 rientreranno entro il primo ottobre. Quando, come da programma, verranno presentate le tre nuove apparecchiature Flexya, Amplya e Carpe Diem, destinate rispettivamente alla terapia di pazienti cronici, acuti e neonatali.“Abbiamo preso la decisione di restare nel distretto, seppure a fronte di un’operazione complessa e onerosa, perché questo renderà possibile non solo la ripresa a pieno ritmo in tempi molto brevi, ma anche il mantenimento del patrimonio, che non può essere disperso, rappresentato dalla nostra manodopera qualificata, dall’occupazione e dal know how del territorio di Mirandola. Ne siamo orgogliosi, visto che Bellco deve la sua storia a questo territorio. Continueremo a guardare al futuro da qui.” dichiara il Presidente Antonio Leone”. Guardiamo avanti, forti del ‘saper fare’ che contraddistingue Bellco e il suo territorio, della ricerca in collaborazione con la comunità medico-scientifica e di una squadra che, anche in questa difficile occasione, ha manifestato una capacità di reazione che non esito a definire eccezionale.”

“Intendiamo quindi ringraziare nuovamente tutti i nostri dipendenti, collaboratori, fornitori e partner che, anche se fortemente colpiti a livello personale, nelle famiglie e nelle cose più care, hanno saputo garantire il totale impegno e la determinazione necessari a garantire, come primo obiettivo condiviso, la continuità terapeutica a tutti i pazienti in trattamento. Un ringraziamento particolare va anche alla Società Italiana di Nefrologia che ha saputo mobilitare a tal fine la comunità dei Nefrologi italiani. Una comunità che ha dimostrato di essere un’eccellenza a livello mondiale non solo per la riconosciuta capacità clinica ma anche per la sensibilità morale”.

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