Bbs di San Cesario, presidio permanente


Dopo sedici ore di sciopero seguìte a una proposta non convincente, i dipendenti della BBS di San Cesario sul Panaro erano tornati al lavoro: tanti gli ordini da rispettare, tanti anche gli straordinari nel Natale appena trascorso. Con la proprietà dell’azienda specializzata in prodotti in carta e plastica si cercava un accordo per trasformare 28 contratti a tempo indeterminato in forme più flessibili, attraverso la migrazione dei lavoratori verso una cooperativa rivelatasi, poi, del tutto inaffidabile. Ma è stato quando in azienda si sono presentate decine di lavoratori interinali, deputati a sostituire senza preavviso i 28 dipendenti, che la minaccia di sciopero si è trasformata in presidio permanente. Da giovedì scorso i lavoratori della BBL sostano davanti all’ingresso, in attesa di chiarimenti, garanzie, senza più grandi speranze di recuperare i propri posti di lavoro. I margini per trattare c’erano, protestano. Sono 28 su 81, più di un terzo della forza lavoro dell’azienda, sempre intenzionata a esternalizzare le operazioni di magazzino. Per due dei lavoratori mancava appena un anno alla pensione, che oggi sarebbe più bassa di centocinquanta euro rispetto a quanto spetterebbe loro.

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