Basta con le offese e provocazioni di Snatt


REGGIO EMILIA, 23 GIU. 2011 – "La città del tricolore non merita le offese della Snatt logistica". Inizia così l’ultima nota stampa della Cgil Emilia-Romagna in merito alla vicenda dei 185 facchini in lotta da un anno per i loro diritti. Da quando martedì scorso l’azienda che li ha lasciati senza lavoro non si è presentata al tavolo con le istituzioni per discutere del futuro di queste persone, la sede della Provincia di Reggio Emilia è stata occupata dagli operai e dai rappresentanti sindacali della Cgil. "Siamo qui da due giorni e continueremo a starci giorno e notte sino a quando la Snatt non si presenterà all’incontro che ha snobbato lo scorso 21 giugno", si legge nel comunicato, che porta la firma del segretari regionale Cgil Emilia-romagna, Antonio Mattioli."Mentre la Regione, la Provincia, le Centrali Cooperative, i Lavoratori, il Sindacato – che così continua nella nota – confermano la disponibilità ad addivenire ad un accordo risolutivo che sia in grado di restituire il futuro ai 185 lavoratori della GFE, la Snatt persevera in un aberrante atteggiamento provocatorio e di chiusura che rischia di produrre una tensione sociale i cui effetti non sono prevedibili e dei quali se ne assumerà tutte le responsabilità.La città del Tricolore, il suo tessuto sociale, imprenditoriale, produttivo, non merita di essere offesa in questo modo da un soggetto che continua ad alimentare la tensione sociale per ragioni ormai incomprensibili. Prima mettendo lavoratori contro lavoratori, tra chi ha accettato, pur di lavorare, riduzioni di salario e di diritti e chi ha rifiutato di vedersi negati diritti e dignità, anche se hanno uno “stramaledetto” bisogno di lavorare.Poi in questi giorni, mentre tutti stanno ricercando una soluzione condivisa, esponenti delle “note” cooperative che operano attualmente in Snatt chiamano a casa i lavoratori offrendogli un posto di lavoro a termine, in prova, in cambio della accettazioni delle condizioni imposte già a suo tempo dalla Snatt e della rinuncia alla causa, per la quale è fissata oggi la prima udienza.Questi sono lavoratori che vivono da 7 mesi con 600€ al mese, non riescono a pagare le bollette di luce e gas, hanno a rischio il permesso di soggiorno e questa azienda si fa forte di queste condizioni per tentare di vanificare la mobilitazione; la loro dignità non è in vendita.La storia di Reggio Emilia e della nostra regione è offesa continuamente da questo soggetto che impunemente continua ad operare fregandosene dei più elementari diritti civili.E’ ora di dire basta!"

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