“Basta con l’accanirsi sui soliti noti”


23 AGO. 2011 – Inaccettabile, iniqua, che aumenta le diseguaglianze e impoverisce lavoratori e pensionati. Così viene bollata dalla Cgil la manovra del governo. A spiegare i gravi rischi per i cittadini sono stati gli aderenti alla Funzione Pubblica del sindacato, la categoria che riunisce i dipendenti pubblici (sanità, fisco, enti locali, settore sociale-assistenziale). Presidi e volantinaggi si sono svolti in mattinata in tutti i capoluoghi della regione, per spiegare ai cittadini il vero impatto della finanziaria sul lavoro e sui servizi. Come da copione, lo stesso dei precedenti provvedimenti, la manovra colpisce i soliti noti, cioè coloro che onestamente lavorano e pagano le tasse per garantire welfare locale e un servizio sanitario nazionale.Qui di seguito il testo del volantino distribuito nelle piazze"cara/o cittadina/o,siamo lavoratori pubblici che incontri nelle corsie di ospedale, negli asili nido, nelle scuole materne, quando chiami il 115 o il 118, impiegati che lavorano nelle agenzie delle entrate, nelle cancellerie dei tribunali, nei centri per l’impiego, negli uffici comunali insomma siamo tutti quei lavoratori che ti hanno dato un servizio pubblico e ti chiediamo 5 minuti del tuo tempo per farti capire come la manovra estiva del Governo colpirà pesantemente il mio status di lavoratore ma colpirà anche te quale cittadino di questo Paese che onestamente ha sempre pagato le tasse e ora te nechiederanno sempre di più per avere meno servizi di prima.330 Miliardi all’anno per evasione fiscale, illegalità e corruzione (150 miliardi di illegalità, 60 miliardi di corruzione, 120 miliardi per evasione fiscale); in pratica ogni anno i cittadini italiani “pagano”5500 euro pari 15 euro al giorno per mancati controlli; Invece di combattere il vero tarlo del Paese, il Governo si accanisce su cittadini, lavoratori dipendenti e pensionati che sempre hanno contribuito onestamente, e decide “per senso di responsabilità nazionale”di:tagliare circa 5 miliardi (1,7 questa manovra 2,2 precedente manovra e 1 per il 2013) ai Comuni dell’Emilia Romagna. Il che significherà meno servizi educativi, meno assistenza domiciliare, meno sostegno ai disabili ecc… oppure aumento delle tariffe locali per mantenere gli stessi servizi; se i Comuni decidessero di tagliare i servizi questo significherebbe anche licenziamento per i lavoratori che questi servizi li erogano;tagliare alla Regione Emilia Romagna circa 500 milioni (130 milioni manovra e 390 milioni manovra precedente) quindi meno prestazioni sanitarie, meno welfare (fondo regionale non autosufficienza e relativi contributi alle famiglie – disabilità – asili nido ecc), meno trasporto locale;diminuire le detrazioni fiscali quindi si potranno detrarre spese mediche, interessi sui mutui, sul lavoro dipendente, sui figli a carico ecc …;privatizzare/liberalizzare i servizi pubblici locali: luce, gas, rifiuti, trasporto tranne l’acqua, che comporterà aumento “naturale” delle bollette! (MA NON ERA STATO VINTO UN REFERENDUM NEL QUALE GLI ITALIANI HANNO DETTO NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI!) aumentare l’età pensionabile delle donne nel privato da 60 a 65 anni a partire dal 2016, per le donnedel pubblico l’aumento c’era già stato l’anno scorso!!!introdurre deroghe ai CCNL ed allo Statuto dei lavoratori da parte dei contratti aziendali su tutto (licenziamenti, orari, inquadramenti, ecc ) riconoscendo per legge l’accordo di Pomigliano e Mirafiori!!!!!spostare alla domenica le UNICHE TRE FESTIVITA’ LAICHE cioè 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno per recuperare produttività!!!!!! Forse perché la Costituzione Italiana recita “che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…”!!!Per i lavoratori pubblici sequestro del TFR/TFS per due anni, eventuale mancata erogazione tredicesima se i dirigenti non raggiungono gli obiettivi, mobilità forzata da una città all’altra senza nessun riconoscimento economico che si associa però ai provvedimenti degli ultimi tre anni comportanti blocco decennale dei CCNL, taglio salario accessorio, taglio degli organici, licenziamento dei precari.Il Governo in questi anni ha colpito i lavoratori pubblici anche con la battaglia sui “cosiddetti fannulloni” per colpire ciò che il lavoro pubblico rappresenta: diritti di cittadinanza quale salute, scuola, educazione, assistenza, sicurezza, giustizia, equità fiscale cioè il valore collettivo e solidale del nostro Paese.I lavoratori pubblici non si arrendono ti chiediamo di condividere con noi questa battaglia".

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