“Basta col consumo di suolo”, parola di edili


24 LUG. 2012 – Che il suolo sia una risorsa limitata è facile comprenderlo. Eppure negli ultimi anni il ritmo e la voracità con cui si è costruito in Emilia-Romagna testimonia come non si sia tenuto conto di tale concetto elementare. Ora a comprendere l’importanza di salvare le superfici non urbane dal cemento sono addirittura coloro che coi cantieri ci vivono. Parole da ambientalista sono state pronunciate dal presidente di Aniem, associazione nazionale delle pmi edili manifatturiere, a Roma, in occasione dell’incontro "Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla cementificazione" organizzato dal ministero dell’Ambiente."Basta al consumo di suolo libero: è necessario riciclare il terreno già compromesso dalle costruzioni dismesse o da edifici senza qualità. Solo così potremmo liberare territorio all’agricoltura e ai servizi", ha detto Dino Piacentini, presidente di Aniem."Costruiamo sulle aree urbane già compromesse da precedenti edificazioni – ha aggiunto – Capitali e progetti sono pronti, occorre non frenarli con la burocrazia o con l’indecisionismo che a volte prevale nel nostro Paese. Il risultato di un ciclo di demolizioni e ricostruzioni può essere una situazione in cui tutti vincono" dalle imprese ai cittadini. A questo proposito, Aniem sta ultimando, si afferma, "la progettazione di un quartiere, situato nella periferia della città di Modena, che segue la logica urbana della demolizione e della sostituzione anziché dell’espansione edilizia".

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