Bassa reggiana: allarme economia: +53% di iscritti alle liste di disoccupazione


REGGIO EMILIA, 1 GIU. 2009 – Si sta facendo allarmante la situazione economica e sociale nella Bassa reggiana. E’ quanto emerso dall’incontro dal Tavolo-osservatorio Anteverto promosso dalla Provincia, tenutosi al Centro per l’impiego di Guastalla, che ha registrato un aumento del 53%, da inizio anno, di iscritti alle liste di disoccupazione (rispetto ad una media provinciale del +44%) ed un calo del 30% degli avviamenti al lavoro. Ma il vero allarme arriva dall’esplosione dei dati sulla cassa integrazione, aumentata in maniera vertiginosa nell’ultimo mese, in controtendenza con gli altri distretti della provincia, che in aprile hanno visto un parziale rallentamento della crescita dei lavoratori sospesi dal lavoro.L’imprenditore Ivan Tirabassi, titolare dell’omonima ditta, ha confermato le peggiori previsioni preannunciate a marzo: il calo degli ordinativi e delle commesse è arrivato all’80%, purtroppo non si sta arrestando e non si vedono segnali di ripresa. Gli hanno fatto eco Paolo Burani dell’Api e Luciano Montecchi della Cna, confermando questa tendenza generale per le imprese associate, soprattutto per il metalmeccanico ed in particolare per quelle più piccole: se non ci sarà un minimo di ripresa degli ordinativi, a settembre diverse di loro saranno costrette a chiudere. L’altra riflessione sottolineata da Tirabassi è stata quelle legata al futuro della produzione di questo distretto, che non potrà che essere fortemente innovativa o non sopravviverà; ugualmente si tratta di mettere in conto che un 30% circa di mano d’opera verrà espulsa definitivamente dai processi produttivi, in particolare quella più dequalificata, che nel territorio spesso coincide per la stragrande maggioranza con la popolazione immigrata.Ciro Maiocchi della Cgil territoriale ha condiviso le analisi di Tirabassi, sottolineando il rischio che una situazione del genere possa riflettersi sulla sostenibilità sociale dell’intero territorio. Per Maiocchi è dunque giunto il momento di un rilancio produttivo complessivo del distretto, in cui tutti debbano fornire il loro contributo, a partire da istituzioni, forze sociali, mondo imprenditoriale e del lavoro.Utile – secondo Franco Bisi di Formart e Mario Mazzei del centro di formazione Bassa reggiana – sarebbe anche una sorta di piano straordinario che veda al centro un forte investimento in formazione delle maestranze, ma anche degli imprenditori, così da innalzare il livello delle competenze professionali di larga parte di lavoratori dequalificati e non specializzati: "Solo in questo modo – hanno aggiunto – sarà possibile agganciare la ripresa economica e mantenere nella Bassa un distretto produttivo competitivo sui segmenti alti e più innovativi, garantendo quella coesione sociale che altrimenti può rischiare di trasformarsi in tensione e scontro sociale". Tutti hanno poi sottolineato ancora una volta il ruolo negativo del sistema creditizio che in questo frangente non sta aiutando il sistema produttivo locale: anche le banche devono attivare un atteggiamento di vera e propria responsabilità sociale nei confronti di una realtà produttiva da cui, per altro, sono dipese molte delle loro "fortune".Forte apprezzamento è stato espresso, invece, per il ruolo giocato dal Tavolo distrettuale Anteverto, in grado di favorire quel dialogo tra istituzioni e parti sociali che è indispensabile per far fronte ad una situazione veramente drammatica. Un ultimo grido di allarme è arrivato dai rappresentanti dei Comuni: per tutti vale l’intervento di Luciano Semper del Comune di Luzzara, che ha segnalato come il Governo con i provvedimenti adottati in materia finanziaria rischi di mettere in ginocchio gli enti locali che, con le ultime disponibilità di bilancio, hanno dirottato tutto sugli aiuti alle famiglie più bisognose, ma che ormai stanno esaurendo i fondi e pensano ai bilanci 2010 con forte preoccupazione."Questi dati – ha concluso l’assessore provinciale al lavoro Gianluca Ferrari – confermano le previsioni emerse dagli altri Tavoli distrettuali Anteverto: non solo non si vedono segnali di ripresa nell’economia reggiana, ma la situazione sta peggiorando di settimana in settimana. Proprio per questo che la Provincia sta dispiegando tutta una serie di azioni, a partire dalle indicazioni dell’Unità anticrisi oggi reperibili anche sul sito www.reggiobattelacrisi.it, che vedono in primo luogo l’investimento in qualificazione e riqualificazione dei lavoratori come uno dei più importanti per il rilancio produttivo e sociale dei territori: a questo rispondono le attività formative appena approvate per disoccupati e cassintegrati, a cui faranno seguito, nei prossimi mesi, quelle rivolte alla riqualificazione delle imprese e dei lavoratori, alle fasce più deboli dei disoccupati e alla creazione di nuove imprenditorialità particolarmente innovative. Contemporaneamente, si sta lavorando per l’anticipo della cassa integrazione straordinaria per diverse aziende in forte collaborazione con le banche, l’Inps e la Direzione provinciale del lavoro". "Con queste azioni crediamo sia possibile aiutare questo territorio ad uscire dalla situazione di difficoltà e a costruire le basi per un futuro più solido e di qualità."

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet