Barilla, in Giappone raddoppia investimenti


Raddoppio degli investimenti per le campagne di marketing in Giappone nel 2107 e un nuovo partner nella distribuzione per Barilla, che ha festeggiato 140 anni di storia a Tokyo e 20 anni di presenza nel Paese del Sol Levante. Nella sede dell’ambasciata italiana i vertici del gruppo emiliano hanno illustrato il piano di sviluppo per quello che rappresenta il sesto mercato della pasta più grande al mondo, con un consumo medio di pasta di 2,4 kg, contro i 22,6 kg dell’Italia. Al confronto, in Europa Barilla ha il 25% della quota di mercato, mentre negli Stati Uniti è leader con più del 30% del mercato, con 2 stabilimenti di produzione e in attesa di aprirne un terzo. “Visto lo sviluppo internazionale che abbiamo avuto in altre geografie, Europa e Nord America in primis, pensiamo che il Giappone possa avere una spinta ulteriore per cui abbiamo cambiato la struttura organizzativa interna e vogliamo provare a fare un vero e proprio sviluppo, con un’offerta di prodotti più completi”, ha spiegato il vicepresidente Paolo Barilla, noto estimatore delle virtù giapponesi. “Posso dire che un piatto di spaghetti cucinato in Giappone spesso ha una qualità superiore di quella che si può trovare nei territori italiani – ha confessato Barilla alla folta platea, suscitando l’incredulità degli invitati – perché c’e’ stato sempre un grandissimo rispetto per quello che è lo standard eccellente che l’Italia può offrire. La nostra intenzione non è certo quella di convertire i giapponesi alla dieta mediterranea, ma offrire uno spunto per aggiungere un po’ di fantasia alla loro tavola”. Il nuovo distributore su un mercato sempre più competitivo sarà la Mitsubishi Shokuhin che sostituirà l’ex partner storico Nisshin Seifun. A fare gli onori di casa il nuovo ambasciatore italiano a Tokyo Giorgio Starace, insediatosi appena una settimana fa nella residenza al centro della capitale. “Questo è un punto di partenza – ha indicato l’ambasciatore – sarà una residenza aperta continuamente al business, ai nostri operatori, e naturalmente a tutto il mondo della ‘Cultura’. Le istituzioni che fanno parte del ‘sistema Italia’, dall’Ice, alla Camera di Commercio, all’Istituto di Cultura, alla Banca d’Italia, faranno sinergia per fare crescere l’immagine dell’Italia in questo grandissimo Paese che rimane la terza economia mondiale, ed è un mondo dove noi possiamo sicuramente vincere alcune sfide e riuscire a consolidare le nostre posizioni sui mercati”.

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